rassegna stampa

D’Angelo (Questore di Roma): «Niente più barriere? Ma se non vi sedete neanche al vostro posto»

"Noi abbiamo solo deciso di intervenire, ripristinando regole peraltro già previste. I fatti ci daranno ragione, anzi già lo fanno: la stagione è iniziata nel migliore dei modi, ha più sentito un petardo allo stadio?"

Redazione

Questa mattina il questore di Roma, Nicolò D'Angelo, ha rilasciato un'intervista a La Gazzetta dello Sport: «Mostri a tre teste abituati a comportarsi in modo indisciplinato e illegale», così definisce le due curve dell'Olimpico.

Il questore vuole essere chiaro sin dall'inizio: «Lo dico chiaramente a chi ci accusa di aver preso provvedimenti troppo severi: non arretreremo di un millimetro. Noi dobbiamo garantire la sicurezza di tutti, anche allo stadio. Chiaro?».

«Anche a me piacerebbero stadi senza barriere, magari un giorno ci arriveremo. Ma vogliamo provarci all’Olimpico, dove ci si scandalizza pure perché chiediamo di rispettare il numero di posto scritto sul biglietto? Non oso pensare a cosa potrebbe accadere...», commenta D'Angelo, che poi aggiunge: «Cosa ci ha spinto a tutto questo? Una fotografia inaccettabile delle curve dell’Olimpico, scattata in ogni partita: almeno duemila persone in più della capienza, uscite di sicurezza bloccate, steward inadeguati, fumogeni, petardi, scritte offensive. E scontri fuori dallo stadio, in aumento e in controtendenza rispetto alla media nazionale. Insomma, uno spettacolo indegno. Ogni volta ci guardavamo negli occhi, dicendoci che era una vergogna. Ma nessuno faceva niente. Noi abbiamo solo deciso di intervenire, ripristinando regole peraltro già previste. I fatti ci daranno ragione, anzi già lo fanno: la stagione è iniziata nel migliore dei modi, ha più sentito un petardo allo stadio?»

Come si stanno comportanto Coni, Roma e Lazio? «Il Coni in modo eccezionale, ha sposato il nostro progetto. I due club meno bene: devono e possono fare di più, formando meglio gli steward e valorizzando la figura dello Slo (Supporter liaison officer, ndr ), l’unico autorizzato a dialogare con i tifosi».