In tanti vogliono convincere il portoghese a puntare su di loro
L’effetto Mourinho si è già visto con Manchester United e Crotone, scrive Andrea Pugliese su La Gazzetta dello Sport. Non fosse altro perché i giocatori della Roma sanno bene che Mou è lì, davanti alla tv, a studiare bene qualsiasi cosa: movimenti, profili, qualità tecniche e capacità tattiche. Insomma, ogni partita è un esame, in grado però di regalare qualche motivazione extra in un finale di stagione che altrimenti sarebbe stato piatto. Ed allora anche stasera saranno in tanti quelli che devono dimostrare qualcosa, per cercare di convincere il portoghese a puntare ancora su di loro. Il primo della lista è Edin Dzeko, che archiviata la parentesi Fonseca (con cui ha rapporti tesi da quasi un anno...) vuole dimostrare a Mourinho che può essere il centravanti della prossima stagione. Anche Mkhitaryan deve dimostrare qualcosa. Non sulle qualità tecniche, ma sulla fame, la voglia e la motivazione sì. A Manchester tra i due ci fu qualche scintilla anche per questo. E prima di firmare il rinnovo con la Roma Micki vuole essere sicuro che Mou abbia cambiato idea sul suo conto. Come Pedro, che con il portoghese ha avuto un buon feeling al Chelsea e da quando ha saputo che sarà lui l’allenatore del futuro, ha ripreso a giocare come ad inizio stagione: con smalto e fantasia. Sarà un caso? Ma sono anche altri i giocatori che devono convincere Mou, ad iniziare dal giovane Darboe, che partirà titolare anche stasera. Mou in lui vede tante qualità, la sfida è convincerlo che può far parte del progetto da subito, senza passare dalla strada del prestito altrove. Cristante (che è uno dei leader dello spogliatoio) è tornato a giocare a centrocampo e lì vuole dimostrare tutte le sue qualità. Esattamente come Karsdorp vuole allontanare le tante voci sui terzini destri e assicurare a Mou che può essere ancora lui il titolare del ruolo. Insomma, il portoghese sarà lì, con occhio attento. Toccherà ai giocatori far sì che quell’occhio sia anche altamente interessato.
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