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Cuadrado con Chiesa, De Ligt con Rabiot: alla Juve in campo… si litiga

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Allegri apprezza: "Giusto che ci si sproni". E ora c’è Mou, con le polemiche del passato

Redazione

Litigi nella Juventus e le vecchie ruggini tra Allegri e Mourinho sono l'antipasto della sfida di domani come scrive Luca Bianchin su La Gazzetta dello Sport. Troppo buoni. Qualche bravo ragazzo, un paio di giocatori timidi, alcuni con aria disinteressata. Chi guarda la Juve ha notato spesso un atteggiamento piatto di alcuni calciatori e ha fatto gli inevitabili confronti: «In passato non sarebbe successo». Contrordine. In Juve-Napoli ci sono stati un paio di episodi di tensione in campo. Uno lo hanno visto tutti, dalla tribuna: Cuadrado che discute con Chiesa alla fine di un contropiede subìto, chiuso con un fallo su Demme e una punizione dal limite concessa al Napoli. Un altro che in diretta è sfuggito a molti ma è stato portato ad attenzione generale da una domanda in coda alla conferenza stampa di Allegri: un battibecco tra De Ligt e Rabiot, con l’olandese che avrebbe fatto notare al compagno un errore su un inserimento. Max vs Mou a proposito di scintille, occhio a domani sera.

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All’ora dell’aperitivo, si stringeranno la mano Allegri e José Mourinho. Max e Mou non sono rivali eterni - per capirci, entrambi hanno antipatie maggiori per altri colleghi - ma ci sono precedenti a tema. Marzo 2009: Mou parla di allenatori che non fanno la formazione e Max, allora al Cagliari, risponde duro. Così: «Le sue dichiarazioni cadono nel patetico. Interessarsi degli altri allenatori è una mancanza di rispetto». Un anno dopo, Max vince la Panchina d’oro e Mou commenta velenoso: «Se i giocatori hanno votato me, gli allenatori possono votare un altro: mi sembra normale». Sempre oltre 10 anni fa: Allegri nel 2010 definisce Mou noioso («Quando parla in tv non l’ascolto. All’inizio è divertente, alla fine mi dà noia») e nel 2011 lo attacca: «Ogni tanto Mourinho è patetico, ripete sempre le stesse cose, diventa banale». E Mou? Ascolta e più che altro litiga con la Juve. Nella Champions 2018-19, all’andata alza un “tre” con la mano verso la curva ospiti - il triplete... - e al ritorno si mette una mano all’orecchio, come dire «non vi sento». De Ligt e Cuadrado, almeno, giovedì si sono fatti sentire.