Cristante, l’antidivo benedetto da De Rossi è diventato un leader

Cristante, l’antidivo benedetto da De Rossi è diventato un leader

L’elogio di DDR (“Ne vorrei cento come lui”), le voci di addio, il lavoro e la chance da titolare

di Redazione, @forzaroma

Sembrava il centrocampista destinato ad avere meno occasioni, il primo, oltre a Nzonzi, da mettere sul mercato. E invece, come sua abitudine, Bryan Cristante ha scelto il silenzio e le risposte sul campo. E così, allenamento dopo allenamento, ha conquistato la fiducia di Paulo Fonseca, che sta pensando di ripartire da lui la prossima settimana contro il Genoa, nella prima giornata di Serie A, scrive Chiara Zucchelli su La Gazzetta dello Sport.

Cristante, di cui si sa pochissimo, è l’anti calciatore degli anni duemila: schivo, usa pochissimo i social, parla ancora meno, raramente si fa notare per comportamenti sopra le righe. Tanto che viene considerato un uomo perfetto per gli spogliatoi: rispetta i big e viene rispettato dai più giovani. A Roma l’investitura maggiore gliel’ha data Daniele De Rossi: “Cristante non è romanista, è uno del Nord (per la precisione non si ricordava da dove venisse, ndr), ma io in squadra ne vorrei cento come lui”.

Quest’estate non ha saltato un allenamento, si è presentato in ritiro in perfetto peso forma e nelle ultime amichevoli, rispetto al passato, anche quando era più indietro di condizione, lo si è visto parlare molto con i compagni (vedi Zaniolo) e dare indicazioni. Al secondo anno di Roma si sente più sicuro, anche per le 44 partite della scorsa stagione e pronto a contendere una maglia a due calciatori arrivati questa estate che alla Roma sono costati quasi 40 milioni.

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