I due centravanti nel tunnel Artem è finito in panchina, il prestito di Evan traballa

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Gasperini: "Ferguson deve darmi risposte. Ieri ha fatto il primo allenamento giusto"

Per alzare la voce in attacco non sempre serve una punta "grande e grossa". Lo ha capito da tempo Gian Piero Gasperini, che anche ad altre latitudini si è inventato soluzioni e moduli in grado di sopperire all'assenza di un vero numero nove, scrive Francesco Balzani su La Gazzetta dello Sport. Un problema che nella Roma, in teoria, non pensava di affrontare. Al suo fianco in panchina, infatti, ci saranno Artem Dovbyk e Evan Ferguson. Che non sono infortunati e che, in modi diversi, erano annoverati tra le punte più importanti d'Europa. Il primo, pagato 35 milioni, è stato capocannoniere di una Liga che vedeva tra i concorrenti Vinicius, Lewandowski o Griezmann. Il secondo a 18 anni era paragonato a Shearer e ha visto impennare la sua quotazione a 60 milioni. Eppure entrambi oggi sono poco più che alternative. Il numero di gol accumulato in queste prime partite d'altronde è desolante: solo uno, messo a segno dall'ucraino contro il Verona. E proprio Dovbyk adesso parte con qualche metro di vantaggio rispetto a Ferguson. L'ex Girona è entrato bene in partita sia con l'Inter che con il Sassuolo, almeno da un punto di vista della partecipazione al gioco. Inoltre, Gasp ha ammesso a più riprese di vederlo meglio a livello atletico e probabilmente lo impiegherà a gara in corsa anche oggi con il Parma.

AS Roma v Hellas Verona FC - Serie A

L'irlandese, invece, è a secco da più di un anno con la maglia di un club e dovrà sudare per risalire la china. Non è detto che avrà il tempo farlo. La Roma sta discutendo col Brighton circa la possibilità di interrompere il prestito a gennaio. Di certo, il ds Massara proverà a piazzare almeno uno dei due per far spazio a un nuovo arrivo: Zirkzee e Kalimuendo sono in pole. Perché è vero che si può giocare anche senza la punta classica, ma con Gasp in panchina sarebbe un peccato non provarci.

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