Cori dopo Anna Frank, la nuova vergogna dei tifosi della Lazio

Gli Irriducibili disertano Bologna dopo l’increscioso episodio degli adesivi antisemiti all’Olimpico, i compagni
di curva intonano canti fascisti

di Redazione, @forzaroma

I tifosi della Lazio, ieri sera, hanno cantato “Me ne frego”, motto del Ventennio, e steso il braccio in un assurdo saluto fascista. Abbiamo voglia a spiegare chi era Anna Frank e a leggere i brani del suo «Diario», se chi li deve ascoltare si tappa le orecchie e continua a non capire.

Il gruppo degli Irriducibili, la frangia più estremista dei tifosi della Lazio, ha disertato la trasferta di Bologna. Motivi di opportunità, si vocifera. Meglio concedersi un giorno di pausa. Tanto, a rappresentarli, ci sono gli altri che, per segnalare la loro appartenenza e le loro radici, mentre i giocatori di Simone Inzaghi effettuano il riscaldamento indossando magliette bianche con l’immagine di Anna Frank sopra la scritta «No all’antisemitismo», si lasciano andare a manifestazioni becere e offensive. Vale la pena di ricordare che l’apologia di fascismo è ancora un reato secondo il Codice Penale, e andrebbe come tale sanzionato: galera e interdizione dai pubblici uffici, le pene previste.

Prima della partita il d.s. laziale Igli Tare è intervenuto sull’argomento: “Chi ha fatto quel gesto va condannato e radiato dagli stadi. Questa cosa però non va strumentalizzata. Non è giusto indicare la tifoseria della Lazio come la pecora nera. Qualsiasi curva in Italia ha una frangia estremista, sia di destra che di sinistra, e non sono controllabili perché allo stadio possono mostrare e comunicare quello che vogliono. Noi veniamo da un periodo molto lungo di lotta contro questi eventi e negli ultimi due anni la tifoseria della Lazio sta cercando di trovare la giusta strada. Questo percorso va fatto durante tutto l’anno e va appoggiato dalla Figc e dalla Lega con delle iniziative che facciano capire queste cose”. Parole apprezzabili, ma che cosa dire di coloro che, di fronte alla targa dedicata ad Arpad Weisz, vittima del nazismo, dopo tutto il frastuono degli ultimi giorni, intonavano “Me ne frego” e facevano il saluto fascista? Anche quelli, caro signor Tare e caro signor Lotito, erano (e sono) tifosi della Lazio.

(A. Schianti)

1 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

  1. gigisan1 - 3 anni fa

    ma di cosa parla questa persona. Ma si è mai chiesto il perchè sul simbolo, l’Aquila, che usa la società per cui lavora? Basta semplicemente ripassare la storia e forse, dico forse, magari qualcuno si fa qualche domanda. E’ vero che gli estremismi sono in qualunque tifoseria ma questo non può e non deve essere la giustificazione di taluni comportamenti. Per far capire ai tifosi la gravità del gesto ci sono poche soluzioni e una di queste passa per le squalifiche dei campi di calcio dove queste tifoserie albergano.

    Rispondi Mi piace Non mi piace

Recupera Password

accettazione privacy