Coppia d’assist. Pellegrini e Mkhitaryan vanno a genio alla Roma

I due hanno confezionato 11 assist, il 39% di quelli fatti dai giallorossi

di Redazione, @forzaroma

Pellegrini e Mkhitaryan saranno la coppia su cui Fonseca vuole costruire la trequarti giallorossa da qui alla fine della stagione, in attesa poi di capire quando e come a destra potrà rientrare Zaniolo, scrive Andrea Pugliese su La Gazzetta dello Sport.

E, conti alla mano, il tecnico portoghese fa anche bene, perché quella composta dall’armeno e da Pellegrini è la seconda miglior coppia di assitman del campionato: tre i passaggi chiave di Henrikh, addirittura 8 quelli del vicecapitano giallorosso. Meglio hanno fatto solo i due della Lazio – Luis Alberto e Immobile – che insieme hanno confezionato in tutto 19 assist vincenti.

Ci vorrà fantasia, dunque, per cercare di vincere più partite possibile e provare a superare l’Atalanta in classifica, in modo di aggrappare quel quarto posto che vorrebbe dire tornare in Champions League nella prossima stagione. E la fantasia, nella Roma, la possono offrire soprattutto loro due: Pellegrini e Mkhitaryan, al pari di Pastore, che però è destinato a giocare al posto di Lorenzo e non sempre garantisce affidabilità dal punto di vista fisico ed atletico. Dzeko, quindi, aspetta regali soprattutto dagli altri due.

Il tandem giallorosso finora in campionato ha fatto meglio di tante altre coppie altrettanto ben assortite. Quanto pesino Pellegrini e Mkhitaryan lo si capisce poi dai numeri assoluti. In questi la Roma è indietro in classifica, al sesto posto, con 28 assist totali (al pari del Napoli, in vetta l’Atalanta con 43, poi la Lazio con 37, la Juventus con 31, quindi Inter e Sassuolo con 30). Il che sostanzialmente vuol dire che Pellegrini e Mkhitaryan insieme incidono per il 39% dei passaggi chiave giallorossi. Una percentuale altissima, che fa capire come tante delle idee e delle soluzioni offensive passino proprio dai loro piedi. E dalla loro testa, perché poi per inventare bisogna anche saper capire in anticipo il gioco (e con esso anche le eventuali traiettorie di passaggio).

Con loro le possibilità di segnare e di cambiare volto alle partite sono molte di più. E se Mkhitaryan non avesse avuto tutti quegli infortuni che lo hanno spesso tenuto fuori (in campionato l’armeno ha potuto giocare solo 13 partite), allora i numeri probabilmente sarebbero stati anche migliori. Pazienza, ci sarà tempo per migliorarli. E per renderli ancora più belli.

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