Chi sarà Lorenzo il Magnifico? Pellegrini, è sfida azzurra al ‘San Paolo’ con Insigne

Chi sarà Lorenzo il Magnifico? Pellegrini, è sfida azzurra al ‘San Paolo’ con Insigne

Dopo lo stop contro l’Udinese, torna in campo il centrocampista della Roma. Duello a distanza col capitano del Napoli, compagno di Nazionale

di Redazione, @forzaroma

Per la sua prima estate da papà e da leader della Roma, Lorenzo Pellegrini aveva ben altri programmi.  Ma non è solo la famiglia ad aver cambiato i suoi programmi: immaginava un’estate con la certezza di restare a Roma e magari un contratto nuovo, senza clausola, ma anche in questo caso ha dovuto rimandare i progetti. Perché lui vuole restare e diventare capitano, ma le vie del mercato sono infinite.

La squalifica contro l’Udinese gli ha consentito di riposare, dopo la brutta prestazione contro il Milan. Non è la prima volta che Pellegrini, in questa stagione, non riesce ad essere continuo. Il riposo infrasettimanale – scrive Chiara Zucchelli su ‘La Gazzetta Sportiva’ – certamente gli ha giovato e stasera, al netto di sorprese, sarà lui il trequartista centrale dietro Dzeko.

Oggi tornerà dal primo minuto, davanti a quel Napoli che, in tempi neppure troppo lontani, un pensierino su di lui lo aveva fatto. Giuntoli lo stima, Gattuso anche, non gioca con il trequartista ma con le mezzali sì e allora, ipoteticamente, Lorenzo sarebbe potuto tornare al ruolo che Di Francesco gli aveva cucito addosso. Pellegrini è un giocatore che ama svariare tatticamente, gli piace essere più vicino alla porta. In questa estate difficile dovrà fare di necessità virtù, agendo sulla trequarti alle spalle dell’amico Dzeko, una delle persone che più lo consiglia e lo aiuta.

In questo ultimo mese di campionato, in attesa poi dell’Europa League, Fonseca gli chiede anche di tirare fuori grinta e personalità. I tifosi sono dello stesso avviso. Perché se c’è una cosa che i romanisti si aspettano da lui, oltre alle giocate, è anche la capacità di prendersi la squadra sulle spalle. Quando le cose vanno bene e, soprattutto, quando vanno male. Solo così potrà diventare, davvero, quel leader tecnico e carismatico che tutti invocano.

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