Da Maradona a Totti, il fantasista era un genio legato alle sue zolle. Al suo posto c'è uno spazio vuoto che Dybala attraversa di corsa e Nainggolan riempie di muscoli

Non esistono più i ruoli, ma le funzioni. Questa è la chiave per capire l’evoluzione del trequartista, scrive Luigi Garlando su La Gazzetta dello Sport.

dybala zaniolo Roma vs Juventus - Serie A TIM 2018/2019Roma vs Juventus - Serie A TIM 2018/2019

Per spiegarlo, seguiamo la scala evolutiva: Valentino Mazzola, Suarez, Maradona, Pirlo, Nainggolan. I primi 10 erano tatticamente senza confini, registi offensivi veri e propri. Dopodiché inizia l’epoca dei grandi trequartisti, che in Italia è stata particolarmente florida: Maradona, Platini, Baggio.

All’inizio del nuovo millennio c’è stata un’altra generazione d’oro con la fantasia di Totti, Del Piero, Ronaldinho, Ozil, Messi. Ma nulla sarà come prima. Pirlo dalla trequarti si reinventa play basso; Totti e Del Piero diventano punte, perché non è più tempo di privilegi, bisogna correre anche sulle zolle del trequartista, come fa Perrotta.

Dopo di lui, Spalletti si inventa anche Nainggolan nel ruolo, con attitudini ancora più difensive. I nuovi trequartisti oggi puntano di corsa le zone intermedie, tra centrale e terzino, dove la muraglia è più sguarnita. In questo senso i migliori sono Dybala e Ilicic.

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