C’è tanta Roma nell’azzurrino del sergente Gigi

di finconsadmin

(Gazzetta dello Sport – F.Velluzzi) C’è molta romanità nell’Under 21 di Gigi Di Biagio, romano ed ex romanista. Sarà una casualità, ma lo splendido avvio della squadra di Garcia sembra influire anche sull’Italia Under 21 che da ieri prepara a Cremona la difficile sfida del 14 a Genk contro il Belgio. Sabelli, Antei, Verre e soprattutto Viviani sono prodotti del vivaio giallorosso. E proprio questi ultimi due sperano un giorno di tornare alla casa madre. Su Federico Viviani, centrocampista che la Roma ha spedito a Pescara in prestito, il ct punta tanto spiegando così anche la non convocazione, clamorosa, di Lorenzo Crisetig: «Viviani è un tassello importante per questo gruppo. E’ cresciuto col nostro modo di pensare il calcio, può darci una grande mano».

 

 

 

E Crisetig? E qui viene fuori l’esclusione di Crisetig (a metà tra Inter e Parma) che a Crotone sta facendo bene e in azzurro finora non ha steccato: «Quella di Lorenzo è un’esclusione dolorosa. Ma ne assumo tutta la responsabilità. Sono sensazioni personali, ma ho fatto questa scelta. Può darsi che cambi ancora in futuro. La sua non è una bocciatura». Fin qui Di Biagio ci ha abituati a parecchi cambiamenti. I riferimenti sulla formazione che va in campo sono pochi, le sedute sono quasi tutte a porte chiuse. Ma un’altra incoronazione arriva. Per Valerio Verre (classe ‘94), talentino cresciuto a Trigoria, a metà con l’Udinese, che a Palermo con Iachini è diventato titolare. Da Palermo giungono buone nuove: «Belotti ha fatto gol, un segnale importante per lui e per noi».

 

 

 
Intoccabili Di Biagio comincia a delineare le sue scelte per il futuro. L’asse sembra sia creata attorno alle quattro B: Bardi, portiere, Bianchetti, centrale difensivo, Baselli, centrale di centrocampo, Belotti, punta: «E’ gente che si è guadagnata la riconferma. Non so se stravolgerò ancora, ma l’idea è quella di creare uno zoccolo duro. In questa settimana lavoreremo per migliorare la fluidità del gioco: due tocchi e via. Oggi con le muraglie e tanti giocatori fisicamente prestanti è più difficile trovare spazi. Bisogna trovare lo smarcamento giusto. Dobbiamo essere più squadra e trovare fluidità (su questo concetto il ct batte per tutta la chiacchierata, ndr.). Io ho le idee chiare, più difficile è trasmetterle ai ragazzi. Ma sento che le cose stanno cambiando. Più stiamo insieme e meglio è. Il gruppo ha valori importanti. Bisogna ripartire dal primo tempo fatto col Belgio». Il problema è che parecchi di questi ragazzi non giocano (vedi Bianchetti e Longo a Verona e Antei a Sassuolo), che dovrebbero essere gli elementi chiave): «Questo un po’ mi preoccupa. Infatti ripeto sempre che è meglio stare in B e giocare». La chiusura è sull’ultimo arrivato, Vincenzo Grifo, figlio di emigranti, che vive, e bene, in Germania all’Hoffenheim: «Sta nella squadra B, ma lo seguiamo da tempo. Può fare l’esterno sinistro offensivo. Presto lo vedrete». Presto, forse, vedremo anche Nicola Murru, pure domenica in luce nel Cagliari a Udine. Il prezzo pagato per una bravata notturna con l’Under 19 sembra troppo alto. Ma di codice etico a Cremona non si parla. I ragazzi hanno solo voglia di compattarsi e stare insieme. Seguendo le orme di chi li ha brillantemente preceduti.

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