Capitan adesso. De Rossi: “Qualcuno si è spaventato di noi”

di Redazione, @forzaroma

(Gazzetta dello Sport – M.Cecchini) Chiudete gli occhi, fissate la lancetta dei ricordi sul 15 agosto o giù di lì e preparatevi a giocare. Il Manchester United bussa alla porta per chiedere De Rossi, la Roma dà la disponibilità (solo) a trattare. Stop. Domanda: se quel giorno vi avessero detto che un paio di mesi più tardi il centrocampista azzurro sarebbe stato in testa alla classifica con 5 punti di vantaggio sulla seconda, con quale maglia lo avreste immaginato? Ammettetelo: la risposta sarebbe stata sbagliata. De Rossi si ritrova ad essere leader di un torneo senza aver avuto bisogno di sbarcare in Premier League, coniugando cuore e calcio con la maglia della Roma. Per lui, il massimo che c’è.

 

 

 

SPRINT GERVINHO  Da qui a Natale, però, Daniele sarà chiamato a fare gli straordinari. Con Totti fuori causa per infortunio per almeno un mese e mezzo, oltre alla fascia, erediterà il ruolo di trascinatore, visto che l’emergenza è cresciuta anche per il contemporaneo stop di Gervinho. Ieri infatti l’ivoriano è stato sottoposto ad esami strumentali che hanno evidenziato «una lieve lesione al retto femorale della coscia sinistra». Ovvero, due settimane di stop, che significa per Garcia perderlo contro Udinese, anche se si proverà a fare uno sprint per recuperarlo per il match infrasettimanale di giovedì col Chievo.

 

 

 

PALLOTTA E ACQUISTI  Vista la posizione in classifica e l’emergenza che si è venuta a creare venerdì contro il Napoli (i cui esiti erano immaginabili già in serata), sorprende fino ad un certo punto che persino James Pallotta (ieri ripartito per gli Usa), nella cena del post-partita abbia detto ad alcuni commensali: «Abbiamo bisogno di tre riserve». Ma la Roma ha smentito con decisione, e non ne prendiamo atto, anche perché, bilanci alla mano, non è lecito aspettarsi follie. Ciò che più conta, infatti, sarà il carattere che la squadra metterà nell’emergenza in arrivo.

 

 

DESTRO SORRIDE  Proprio per questa ragione il De Rossi scintillante di questo inizio stagione – specchio perfetto del rendimento super mostrato nell’ultimo anno anche in Nazionale – avrà tra le mani una leadership perfettamente meritata e corroborata dalle buone notizie su Destro, che ieri a Barcellona ha avuto l’o.k per tornare al lavoro. «Dobbiamo farci trovare pronti – ha detto nei giorni scorsi -. Se continuiamo così, possiamo dire la nostra anche ad altissimi livelli».

 

Capitan Presente, comunque, non si esalta più di tanto per le statistiche che raccontano come le squadre vittoriose nelle prime 8 giornate hanno poi vinto lo scudetto. «È successo tanti anni fa, adesso è un campionato troppo più competitivo per sognare all’ottava di campionato. Garcia porta sempre l’esempio dell’Atletico Madrid che in Spagna ha fatto 8 successi di fila, ma a non è affatto detto che vinca la Liga. Pensiamo a noi che una volta ne abbiamo fatte 11 consecutive e poi siamo arrivati quinti (nel 2005-06, ndr). Ancora non abbiamo fatto niente, anche se magari qualcuna delle grandi si è spaventata». Possibile, ma quella della Roma non è storia di fantasmi. Dietro c’è solidità, concretezza, entusiasmo. Ed a pensarci bene, sembra quasi l’identikit del De Rossi ritrovato. Un capitano non certo per caso.

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