Cagliari, Nandez: “De Rossi pazzo per il mate, Totti un idolo. Con la Roma servirà la garra”

Cagliari, Nandez: “De Rossi pazzo per il mate, Totti un idolo. Con la Roma servirà la garra”

Il centrocampista ex Boca: “Con Daniele ho parlato prima di venire in Italia, mi è sembrato una gran persona. Nainggolan fortissimo, può giocare ovunque”

di Redazione, @forzaroma

Domenica sfiderà la Roma all’Olimpico con il suo Cagliari. Se gli occhi di tanti tifosi saranno per l’ex Nainggolan, quelli di Fonseca saranno concentrati anche su Nandez. L’ex Boca è arrivato in Sardegna quest’estate e fino ad ora non ha saltato neanche un minuto. Ecco uno stralcio della sua intervista a “La Gazzetta dello Sport”.

Come ha trovato il campionato italiano?
Molto studiato e pensato, mi piace. Credo che Inter, Juve e Napoli siano le tre squadre più forti, lotteranno loro per il titolo.

Della Serie A ha parlato con Daniele De Rossi?
Sì, ci siamo visti poco al Boca ma abbiamo parlato. Mi è sembrato una gran persona. La cosa curiosa è che dopo qualche giorno già beveva il mate.

A Cagliari ha trovato Fabio Pisacane che ha il Boca tatuato sulla pelle. Tifosissimo. Potrebbe un giorno giocare nel Boca?
Per la personalità e lo spirito che ha potrebbe starci. Gli regalo tutto: completi di Boca e nazionale. È un grande, abbiamo legato subito, come con Castro e il mio connazionale Oliva. Sono venuti al compleanno di mia figlia.

Se in una partita Maran la dovesse tenere fuori?
Mi siedo in panchina. Penso positivo.

Il suo compagno Nainggolan non sembra dello stesso avviso, vuole sempre giocare.
È molto forte, mi dà anche dei consigli, ma può giocare ovunque, davvero.

C’è un giocatore che ammirava in Italia?
Pirlo. È sempre stato il mio calciatore italiano di riferimento. Come Francescoli lo è stato nel mio paese. Ora qui mi sono piaciuti Sensi, Insigne e naturalmente il mio caro amico dell’Inter Godin che mi ha consigliato di venire. Come ha fatto l’ex allenatore del Cagliari Diego Lopez in Uruguay. Ho un gran rapporto con lui. Mi ha detto che il Cagliari era innanzitutto una famiglia. E poi c’era Totti, davvero un grande.

Il simbolo della Roma che sfidate domenica all’Olimpico.
Dobbiamo giocare con molta garra. Come a Napoli. Abbiamo un vantaggio: possiamo cambiare più moduli in corsa.

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