Il tecnico fa turn over ma nessun problema con gli slovacchi
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Quei dieci maledetti minuti con il Real Madrid ora fanno meno male. La Roma riparte alla grande in Champions e non c'entra il vuoto pneumatico, il niente assoluto, dello Slovan, una di quelle squadre che ti chiedi perché dovrebbero essere in una coppa. Malen è un'iradiddio e trascina Wesley, Pisilli, un redivivo e di nuovo motivato Pellegrini e tutta la Roma, cominciando dall'eccellente Ghilardi che legittima la chiamata a sorpresa di Mancini. Quattro gol di Hermoso, Molina, Pisilli e Malen, potevano letteralmente essere il doppio: soltanto un po' di fretta e imprecisione hanno negato una goleada ancora più divertente, ma non importa. Anche ricorrendo a un discreto turnover, dentro Balerdi, Ghilardi, Molina, Pisilli, De Roon, Mora e Pellegrini, la Roma prende il comando e non lo cede mai più. Non è il caso di trovare armi vincenti, scrive Fabio Licari su La Gazzetta dello Sport, è un dominio totale, però sicuramente la catena di sinistra, con Wesley e Pellegrini che scambiano la palla come vogliono, e crossano come a pochi in A riesce, mettono sempre in imbarazzo la già imbarazzante difesa slovacca. Quattro gol, due per tempo, tutti diversi, immagine della varietà di soluzioni. Roma bellissima con il turnover iniziale e quello in corso di partita, dentro anche Rensch, Castro, Koulierakis e Mancini che sostituisce De Roon in mediana. Comunque, dopo un anno questa è la Roma di Gasp. E sarà bellissimo vederla sabato contro il Napoli.
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