Angelillo, troppi flirt e dolce vita. L’Inter lo spedì a Roma e lui poi punì Herrera

Nel 1961 il trasferimento dopo quattro stagioni in nerazzurro. Altrettante ne disputò in giallorosso tra gol, musica e belle donne

di Redazione, @forzaroma

La partita tra Inter e Roma è stata per molto tempo la gara di Antonio Valentin Angelillo, fuoriclasse argentino, scomparso il 5 gennaio, che ha disutato diverse stagioni con le due squadre vincendo, addirittura, una Coppa delle Fiere e una Coppa Italia con il club giallorosso. Con la maglia nerazzurra ha segnato ben sei volte alla Roma risultando in più occasioni decisivo ai fini del risultato. Non si può dire lo stesso per quanto riguarda le sue presenze contro l‘Inter. In tutta la sua carriera, infatti, Angelillo non è mai riuscito a segnare alla ua ex squadra neanche nel suo periodo di permanenza a Roma nella quale arriva nel 1961. Una cessione avvenuta per 270 milioni a causa della vita sregolata condotta dall’argentino. L’iniziativa partì dal Mago Herrera. Quanto veleno nell’addio. Angelillo scrive di suo pugno un saluto all’Inter sul Calcio Illustrato: “Ad Herrera stringo la mano: è un grande preparatore”. Sì perchè, spiegherà anni dopo alla Gazzetta, la squadra la mettevano in campo Picchi, Suarez e Corso. Angelillo riprende alla Roma il suo ruolo di mezzala sinistra. A destra c’è Lojacono, il centravanti è Manfredini. Un trio argentino che si prende subito la soddisfazione di vincere nel 1961 il primo trofeo europeo della storia giallorossa: la Coppa delle Fiere. Nella doppia finale col Birmingham City i giallorossi pareggiano 2-2 in Inghilterra il 27 settembre e vincono il ritorno all’Olimpico 2-0 l’11 ottobre. Il campionato era iniziato da un mese e Angelillo si era presentato in gran forma. Nel ritiro di Follonica alle 5 del mattino è già in spiaggia a correre. Poi alle 9 allenamento col gruppo. Alla vigilia dei mondiali in Cile nel 1962 (vanno Maschio e Sivori, Antonio no) Angelillo gioca con la maglia della Juve un’amichevole contro l’Ungheria. L’avvocato Agnelli lo invita a cena: “Angelillo lei è della Juve”. E invece no perchè l’Inter cedendolo alla Roma aveva inserito una clausola: non potrà essere ceduto a Juve, Milan e Fiorentina. Strano per un giocatore ritenuto finito. “Se avessi saputo non avrei firmato per la Roma”, dirà poi. Ma i 4 anni in giallorosso gli sono rimasti nel cuore.

(G. Bagnati)

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