L'ex Gasperini ha subito dall'Atalanta il trattamento che la Roma aveva riservato all'ex De Rossi. Anzi, peggio, perché il tecnico non ha ricevuto il tributo d'affetto e di gratitudine che probabilmente si aspettava, scrive Luigi Garlando su La Gazzetta dello Sport. Aveva telefonato ad Antonio Percassi per proporre una passerella comune sotto la curva nerazzurra. Il sì che aveva ricevuto evidentemente si è perso nelle ore di vigilia. Gasp è entrato in campo durante il riscaldamento per salutare, quasi ignorato. Un bello striscione di gratitudine e il primo coro al 26', con l'Atalanta già in vantaggio. Se non altro, la partita gli ha lasciato pochi rimpianti, perché l'Atalanta, superiore in tutto, ha vinto con pieno merito. Scamacca, fisico e tecnico, è il centravanti che Gasperini aspetta da inizio stagione. Ferguson e Dovbyk, in due, non ne fanno uno e lo hanno dimostrato anche a Bergamo. La difesa giallorossa ha pasticciato a ripetizione, quella di Palladino ha dato spettacolo per tempismo negli anticipi e rabbia agonistica. Anche nella qualità dei singoli si è spalancata una forbice. Il paradosso è questo: la squadra che oggi ha 8 punti in meno, la Dea, sembra più forte, anche per profondità di panca. Significa che il gran lavoro di Gasperini ha portato la Roma ad altezze che probabilmente oggi fatica a sostenere. Con il lavoro e gli acquisti attesi, specie in attacco, potrà meritarsele. L'Atalanta ha pagato il trauma del cambio tecnico e la depressione del momento Juric, ma non ha perso le conoscenze che aveva.

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La scelta di Zalewski secondo trequartista (3-4-2-1) mira proprio a rimpolpare la mediana in fase passiva e a togliere ossigeno alla Roma. È la mossa buona, anche perché il polacco risponde con una prova di grande intensità e qualità. Ma la vera chiave è tecnica e banale: non c'è un solo uomo del Gasp che abbia fatto meglio del suo omologo. Due fantasmi Soulé e Dybala. Ferguson non ha tenuto un pallone e ha sprecato l'occasione che, al 6', avrebbe potuto far svoltare la gara su sciagurato retropassaggio di Ederson: Dybala ha perso il tempo per concludere e ha appoggiato all'irlandese che prima ha calciato su Carnesecchi, poi ha scucchiaiato in rete, ma Dijimsiti ha salvato sulla linea. Ma l'Atalanta, che si difende benissimo, ha troppo Gasperini in corpo per chiudersi e basta. Infatti, il bravissimo Bernasconi al 21' approfitta di un errore di Koné e salpa in campo aperto allargando di un pelo il diagonale. E, se Gasp sostituisce gli spettrali Soulé e Ferguson con El Shaarawy e Dovbyk, Palladino manda un messaggio di coraggio con gli ultimi due cambi: Krstovic e Maldini. La Roma ci prova più di nervi che di idee, in una partita sempre più nervosa e spezzettata. Si mandano a quel paese, dalle rispettive aree tecniche, anche Palladino e Gasperini, l'allievo e il maestro. No, non è stato il ritorno che aveva in mente. Gasp imbuca il tunnel a testa bassa, quasi di corsa, inseguito dagli ultimi applausi bergamaschi. Ma forse c'è un pizzico d'orgoglio in fondo a quell'amarezza: è stato sconfitto dalla bellissima Dea che ha messo al mondo.
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