Allegria e gioco, ora Fonseca deve essere big

Spinta da Mkhitaryan, la Roma è arrivata sul podio. Gli scontri diretti con Inter e Lazio per il salto di qualità

di Redazione, @forzaroma

La Roma da podio è la sorpresa al vertice, spinta in alto come un palloncino dalla sua allegria di gioco. C’è qualcosa di infantile nel mondo con cui la squadra di Fonseca attacca e riempie l’area. Tutti insieme, come i bambini che escono dal cancello della scuola. Il simbolo è la poesia in movimento di Mkhitaryan, decisivo non meno di CR7, Ibra o Lukaku. Senza dimenticare che, scrive “La Gazzetta dello Sport“, in un contesto di fatica e di energie da preservare, avere tanta qualità significa poter far correre meglio il pallone che. Tanto merito pure alla flemma svedese di Fonseca (Sassuolo a parte), che ha smorzato le tensioni quando sembrava un “dead coach walking” e nei momenti più critici della stagione. È nell’incontro tra un allenatore freddo e una piazza calda, che Roma storicamente ha vissuto il meglio.

Questa allegria di gioco porta entusiasmo. La Roma è la squadra che ha segnato di più nei primi tempi nei 5 campionati top. Vanta un bottino record anche nel primo quarto d’ora. Ha questa frenesia di divertirsi, infantile appunto. Dopo il primo gol, si aprono gli spazi e spesso la partita diventa un lunapark. Ma ora serve il passo successivo: dimostrarsi adulti, quando le cose si mettono male. Resistere, reagire e non lasciarsi andare. Contro Napoli e Atalanta non è successo: goleade d’immaturità. L’Inter domenica e poi la Lazio sono l’occasione ideale per dimostrare di aver messo i calzoni lunghi. Va migliorata pure la difesa: 24 gol subiti sono tanti e sette difese hanno fatto meglio di quella romanista.

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