Ajax, giovani e quotati: li guida Tadic, il falso nove

Il serbo è re di gol e assist. Tridente con Antony e Neres. Da tenere d’occhio Brobbey e Gravenberch

di Redazione, @forzaroma

Sempre uguale a se stesso, eppure sempre diverso, scrive Alec Cordolcini su La Gazzetta dello Sport. L’Ajax non è più la squadra che due anni fa eliminò la Juventus dalla Champions League – tanti i big ceduti, ai quali va aggiunto il portiere Onana, indisponibile per squalifica a causa del doping – eppure struttura, tattica e stile di gioco sono le stesse. Una delle sfide stagionali che puntualmente il tecnico Ten Hag, 51 anni, ad Amsterdam dal 2017, si trova a dover affrontare riguarda l’innesto dei nuovi arrivati, che rispetto al passato provengono meno dal vivaio e più dal mercato, grazie a una capacità di spesa incrementata dal direttore sportivo Marc Overmars.

Rispetto allo scorso anno, l’Ajax funziona meglio: imbattuto nel 2021, 16 vittorie e due pari entrambi con il Psv, Eredivisie già quasi in ghiaccio (+8 sul club di Eindhoven con una partita in meno), in finale di Coppa d’Olanda, col Vitesse il 18 aprile.  L’uomo in più rimane Dusan Tadic, 32enne serbo di Bačka Topola, che da quando nel 2018 è arrivato all’Ajax ha realizzato 11 reti e altrettanti assist in partite europee (preliminari esclusi). Soltanto quattro giocatori (Lewandowski, Mbappé, Messi e Bruno Fernandes) vantano numeri migliori in entrambe le classifiche. Tadic è tornato a giocare come falso nove, anche a causa del pasticcio della mancata iscrizione nelle liste Uefa del franco-ivoriano Sébastien Haller, arrivato a gennaio dal West Ham per 22,5 milioni di euro.

L’Ajax infatti ha soltanto due prime punte in rosa: il 2001 del Burkina Faso Lassina Traoré, che però Ten Hag non ritiene adatto a certi livelli; e il 2002 Brian Brobbey, già ingaggiato dal Lipsia per la prossima stagione, 2 gol in Eredivisie in 111 minuti e 2 in Europa in 67’. Il tridente con Tadic è completato dalla coppia brasiliana Antony-Neres, il secondo ormai una certezza assoluta, mentre il primo (pagato in estate 15,75 milioni al San Paolo) integratosi rapidamente e autore di buone prestazioni, pur peccando ancora – a dispetto delle 10 reti stagionali – di freddezza davanti alla porta.

 

 

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