Adesso il prestito scotta. Serve un padrone per i big

Se la A chiude il 2 agosto tanti campioni si ritroverebbero in un limbo contrattuale. Come Nainggolan e Mkhitaryan

di Redazione, @forzaroma

Ben 33 giorni nel vuoto. È solo un limbo giuridico, vero, ma è ugualmente pericoloso, scrive Carlo Laudisa su La Gazzetta dello Sport.

Chiudere la serie A il 2 agosto significa lasciare tanti giocatori senza padrone per troppo tempo. Cioè dal 30 giugno in poi, la fatidica data che in genere separa una stagione sportiva dall’altra. Ecco perché tutti gli interessati sono all’opera per trovare una soluzione per tempo.

Innanzitutto la Federcalcio si sta consultando con Leghe e Assocalciatori per individuare soluzioni inattaccabili.

In questa prospettiva i più in forse sono i giocatori in prestito. Nel caso della Roma i più importanti sono certamente Smalling e Mkhitaryan: entrambi di ritorno al Manchester United. La soluzione più semplice è che il club giallorosso possa prolungare il legame per il tempo necessario, ma non basta avere l’assenso degli interessati. Esistono problematiche di natura bilancistica e assicurativa che vanno affrontate con la dovuta attenzione.

Al Cagliari ci sono un po’ di situazioni traballanti. Il portiere Olsen è destinato a tornare alla Roma, ma è probabile che sia già a caccia di nuove soluzioni. In attesa c’è anche Luca Pellegrini, che aspetta una chiamata dalla casa-madre juventina. Fa storia a sé Radja Nainggolan, sotto contratto con l’Inter. Anche lui ha le valigie pronte: certo, al club sardo è legatissimo ma è comprensibile che pensi a un nuovo cambio. Tutte storie simili, legate da un denominatore comune: l’esigenza di restare ancora uniti per un periodo ristretto senza pregiudicare strade alternative.

 

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