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La Gazzetta dello Sport

Abraham-Vardy, tra Coppa e Qatar: Roma-Leicester vale come un derby

Getty Images

Tammy: "Possiamo battere tutti e io voglio il trofeo". Con Jamie è rincorsa al Mondiale

Redazione

Nel mondo reale, quando un lupo incontra una volpe l’esito della sfida – se mai ci fosse – sarebbe segnato, scrive Massimo Cecchini su La Gazzetta dello Sport. Nell’universo del calcio, invece, può accadere che gli “animali da campo” sappiano ribaltare le gerarchie della natura. In questo senso, giovedì toccherà a Tammy Abraham e Jamie Vardy essere i simboli di due pianeti nello stesso tempo simili e distanti.  I fatturati di Leicester e Roma, però, non sono così lontani: poco più di 250 milioni gli inglesi, non molto sotto i 200 milioni i giallorossi, anche se le perdite dei primi sono più contenute (circa 80 milioni contro 180). Per Abraham e Vardy, però, il derby passa anche per la nazionale, visto che vorrebbero partecipare al Mondiale in Qatar. Anche per questo la vetrina della Conference è importante. Il giallorosso, comunque, è ottimista. "Siamo convinti di farcela – dice al sito Uefa –. Loro giocano un po’ come noi, sfruttando il contropiede. Hanno giocatori molto veloci, ma anche buoni centrocampisti. Dobbiamo prepararci con fiducia, perché se siamo in giornata possiamo battere chiunque. Si tratta solo di credere in noi stessi. Tornerò in Inghilterra e questa partita mi permetterà di dimostrare cosa ho imparato in Italia. Sono emozionato, credo che verrà a vedermi tutta la famiglia".   Vardy è la stella del Leicester, come dimostra il suo stipendio da 9 milioni di euro. Jamie ha segnato 159 gol in 376 partite delle “Foxes”, vincendo anche la classifica dei cannonieri della Premier nel 2019-20. A 35 anni, però, le ruggini si vedono. In questa stagione è stato fermo spesso per problemi alla coscia e al ginocchio, che gli hanno fatto saltare 21 partite. Dall’ultimo stop è rientrato sabato, giocando una manciata di anonimi minuti contro l’Aston Villa. In ogni caso, il mantra di Rodgers è solo uno: meglio averlo.  Un leader, che sa come l’unica strada per tornare in Europa è solo vincere la Conference. Per questo la sfida con Abraham sarà da non perdere.