Tavecchio non molla. Malagò cerca l’intesa

Il presidente del Coni punta all’accordo tra i candidati

di finconsadmin

Unire e non dividere, costruire e non distruggere: il presidente del Coni Giovanni Malagò cercherà di mettere insieme le componenti per rifondare la Federazione italiana gioco calcio. È un momento delicato, in cui la crisi sportiva, economica, etica e morale dello sport più popolare del Paese rischia di trascinare in basso tutto il movimento calcistico. Ieri il numero uno dello sport italiano ha incontrato i due candidati alla presidenza della Federcalcio, uscendo soltanto in tarda serata. Il presidente del Coni è stato molto chiaro: vuole la riforma della governance, e la vuole subito. Nessuna cambiale da pagare, nessun personaggio da coinvolgere in questa avventura che sta per partire. Non si può più sbagliare, perché si è già sbagliato in passato. Se il calcio italiano è arrivato a questo punto è perché finora non si è mai rinnovato. All’inizio della prossima settimana ci sarà un tavolo congiunto tra i due candidati, si cerca di trovare un’intesa per lavorare nel miglior modo possibile per il bene del calcio.

Albertini è arrivato al Foro Italico in tarda mattinata: quasi due ore di colloquio per parlare del suo programma, delle riforme, del nuovo ct della nazionale, dello stadio Flaminio, dei settori giovanili, del calcio femminile. «Abbiamo rivisto insieme il programma che passa attraverso la condivisione delle componenti – ha dichiarato il candidato dell’Aic e dell’Assoallenatori – non abbiamo parlato di commissariamento perché ci sono due candidati. Ritengo giusto che Tavecchio continui per la sua strada, sui programmi abbiamo idee differenti». Nel tardo pomeriggio l’incontro con Carlo Tavecchio – altro candidato – accolto nella hall del Coni da un’avvenente deskista caraibica: da queste parti non si lascia nulla al caso. Un’ora per parlare della frase incriminata sulle banane, altre due per esporre i punti del programma affrontando gli stessi argomenti del candidato Albertini. «Vorrei ringraziare il presidente Malagò – afferma all’uscita – fin quando ho il sostegno delle quattro leghe io vado avanti per la mia strada». Una dichiarazione senza contraddittorio. Evita il confronto, sale in macchina e se ne va.

Malagò sorride davanti alle telecamere, ma non ha parole di miele per Tavecchio, condannando fermamente le espressioni del candidato delle quattro Leghe. «Un passo indietro di Tavecchio non è un’ipotesi sul tavolo, ma ci sta – afferma il presidente del Comitato Olimpico – lui deve rispondere alla sua coscienza. Gli ho detto con grande onestà di non aspettarsi sconti fino all’11 agosto perché questo è il contesto che si respira. Da qui ad allora ci potrebbero essere delle novità». I cronisti incalzano, la frase sulle banane ha fatto il giro del mondo. «Non si può accettare una frase come quella che ha detto Tavecchio – prosegue Malagò – una frase che non può andare bene né per me né per il mondo dello sport. Procediamo con quelle che sono le nostre regole molto chiare, per cui non ci devono essere prevaricazioni nei confronti di una regolare competizione elettorale di una federazione». All’inizio della prossima settimana un nuovo tavolo di trattative, potrebbe uscire una candidatura unica con l’accordo tra le parti.

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