Stadio della Roma, giochi politici e i proponenti si irritano

A Trigoria sono pronti a regalare la progettazione del Ponte di Traiano ma non a rifare (e pagare) per la terza volta il progetto del business park

di Redazione, @forzaroma

Il nodo è il Ponte di Traiano: uscito dalla porta della Conferenza dei Servizi, non essendo più fra le opere di pubblico interesse, potrebbe rientrare nella discussione dalla finestra degli studi sul traffico. Lunedì vanno consegnati gli approfondimenti sul traffico. I proponenti sono convinti che questi studi basteranno a dimostrare che con la nuova «sistemazione» Raggi il Ponte dei Congressi è sufficiente. Ma, se così non fosse, e la Conferenza ripristinasse il Ponte di Traiano, le cubature, no grazie. Meglio un finanziamento diretto statale. Perché la Roma è pronta a regalare la progettazione del Ponte di Traiano ma non a rifare (e pagare) per la terza volta il progetto del business park: visto che le tre Torri sono tramontate, Libeskind dovrebbe ridisegnare tutto.

Anche perché, rimettendo Ponte di Traiano e cubature, il costo totale del progetto salirebbe di nuovo a 1 miliardo e 700 milioni dai 900 milioni di oggi. Però frai proponenti inizia a trapelare una certa irritazione: non piace per niente l’idea che lo Stadio torni ad essere terreno di sgambetti politici fra il Pd, guida politica della Regione Lazio, e il M5S, in Campidoglio. Lato Campidoglio, dopo due giorni di caccia serrata all’assessore Montuori, il laconico messaggio del suo staff è “non l’ho visto neanche un minuto oggi”.

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