Spalletti: “Con la Roma nessuno si scansa”

Il Bologna non farà turnover e il tecnico toscano è pronto a battere il collega Donadoni con una squadra a trazione anteriore

di Redazione, @forzaroma

Stasera sarà vero Bologna all’Olimpico. Non ci sarà turnover e nessuno si scanserà, come capita alla Juve, a detta di Buffon (dichiarazione smentita dalla società). Spalletti non si sbilancia ma comunque dice la sua: “Non ho in mano delle situazioni per andare a guardare cosa succede alla Juve – dice Spalletti – ho totale impegno e attenzione alla Roma. E noi non siamo aiutati da nessuno. Guardate Skorupski con l’Empoli: un portiere nostro che ha parato tutto. Per quanto riguarda me e la mia squadra, le partite sono tutte cariche di difficoltà. Sulla Juve non sono preparato”.

Spalletti si concentra sulla Roma e fa bene. La partita di stasera è la classica trappola nella quale i giallorossi sono caduti troppo spesso. Lo scorso anno ci furono due pareggi, decisivi per far perdere la Champions. E poi la maledizione degli ex, che stasera avranno le sembianze di Sadiq, Destro e Torosidis, anche se gli ultimi due potrebbero partire dalla panchina.“Sarà una partita difficile come tutte le altre – analizza Spalletti – ma in generale la squadra è migliorata. È una cosa tangibile, sono cresciute proprio le radici e durante la partita si vede la fioritura. I giocatori dimostrano più appartenenza al nostro stemma e ai nostri colori, si vede qualcosa di diverso e non lo dico a caso. Pensiamo di poter sfruttare questa nostra crescita costante che c’è stata e di confermarla per fare una buona prestazione nonostante i problemini che abbiamo”. Mica tanto “ini”: al tecnico serve un monologo di quasi quattro minuti per leggere il bollettino medico che riguarda ben 10 calciatori, di cui solo Rudiger e Fazio pronti a giocare stasera.

Sarà come sempre una Roma a trazione anteriore, dice Alessandro Austini su ‘Il Tempo’, per sfruttare l’unica fase di gioco in cui non ha mai problemi: quella d’attacco. “Ci è successo di vincere in casa segnando 4 reti – sottolinea l’allenatore – facendo però fatica per 80 minuti, poi con un gol riusciamo a creare un’inversione tattica e in 10 minuti sistemiamo la partita. Vedo anche le partite fuori casa dove magari non abbiamo fatto risultato ma in cui c’è più equilibrio in attacco“. L’idea è di rilanciare Perotti con Dzeko e Salah, tenendo inizialmente in panchina El Shaarawy. “Visto che ci manca Totti, non abbiamo molte sostituzioni da fare davanti. Tu dici: “Me li gioco tutti”. E se poi bisogna cambiare la partita? Averne due che possono dare un’impennata ad una parte di gara dove non ti viene fuori risultato, come successo ad Empoli, è un altro aspetto a cui bisogna fare attenzione. Ma possono coesistere quei quattro, questo 4-2-3-1 è nato in funzione dei giocatori che abbiamo”. L’intelligenza di un allenatore: cambiare modulo in base alla rosa. E non viceversa.

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