Sarà lui a curare il mercato, aiutato da Morgan De Sanctis e soprattutto dagli influenti procuratori-intermediari Giuffrida e Busardò

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VIDEO - A Roma il closing per il passaggio del club a Friedkin: presenti Fienga e Baldissoni

Francesco Totti fuori da Trigoria nel giorno in cui la Roma viene venduta, scrive "Il Tempo". È vero, lì ci gioca ancora il figlio Cristian, ma la scena fa comunque effetto: "È arrivato Pedro?" chiede scherzando l’ex capitano ai cronisti. E poi canticchia: "Pedro Pedro uè". Lo spagnolo è arrivato ieri, la chiamata dei nuovi proprietari al simbolo giallorosso ancora no. Ma i tifosi, o almeno una larga parte di loro, già sognano il suo ritorno in società dopo il violento divorzio del maggio scorso con Pallotta.

fienga Roma vs Sampdoria - Serie A TIM 2019/2020

Chissà se sia previsto il recupero delle bandiere nel piano ancora piuttosto sommario dei Friedkin, che comprano ufficialmente la società nel giorno dell’anniversario della morte di Franco Sensi. Corsi e ricorsi storici, suggestioni e sentimenti forti, ma al momento le priorità dei texani sono altre: risanare i conti della società, allestire al tempo stesso una squadra in grado di competere per tornare in Champions e poi, gradualmente, ricostruirne una più forte. Sperando nel frattempo di iniziare a tirar su lo stadio di proprietà.

I Friedkin si sono presentati, non di persona perché ora non possono viaggiare verso l’Italia, senza portare dirigenti o manager di alcun tipo. Avevano comprato la società a marzo, poi è saltato tutto per la pandemia, l’offerta è stata ripresentata al ribasso e Pallotta sembrava fermo nel volerla respingere. Fino alla chiamata di fine luglio che ha riaperto la trattativa. Nel giro di venti giorni Dan e Ryan sono passati da una fiducia sempre minore di acquistare il club addirittura a firmare il closing. Inevitabile che ora siano in ritardo. Per il momento hanno deciso di continuare ad affidarsi a Guido Fienga, che era già diventato plenipotenziario a Trigoria dopo il licenziamento di Petrachi e adesso aspetta il rinnovo del contratto in scadenza a ottobre. Ammesso che il suo incarico non si limiti al traghettamento della società verso un nuovo management, scenario da non escludere.

"Sono profondamente onorato - dice il Ceo - di essere stato incaricato di continuare il mio lavoro alla Roma e di iniziare a realizzare il piano industriale che, nel primo anno, metterà le basi per ottenere risultati forti e sostenibili dentro e fuori dal campo". Sarà lui a curare il mercato, aiutato da Morgan De Sanctis e soprattutto dagli influenti procuratori-intermediari Giuffrida e Busardò che ormai fanno le veci di un direttore sportivo che non c’è. E non arriverà a stretto giro: i migliori sono tutti al lavoro nei rispettivi club e Friedkin non intende prendere un diesse "toppa" tanto per sceglierne uno. Fienga gli suggerisce l'ingaggio di Paratici, che a fine mercato sarà in uscita dalla Juventus. Dal ritorno di Sabatini, a quello di Massara o all’arrivo di qualcuno dall’estero (tipo Planes del Barcellona o Berta dell'Atletico Madrid), tutto è possibile.

Ma la Roma deve già fare mercato e domani Fienga volerà a Londra dove lo aspetta Ryan Friedkin, il figlio del presidente Dan che si stabilirà nella Capitale appena sarà possibile. Il tema ufficiale delle riunioni sono i prossimi step finanziari - Opa e aumento di capitale - e la definizione del piano per risanare i conti del club. Ma sarà inevitabile iniziare a parlare di calcio: detto che Fonseca rimane in sella ma gli potrebbe essere affiancato un vice italiano, il prossimo obiettivo dovrebbe essere l'acquisto di Smalling, gradito a quanto pare anche a Ryan. Il primo desiderio del giovane proprietario è stato espresso.

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