Sirene argentine per capitan De Rossi

Sirene argentine per capitan De Rossi

Gli approcci sono stati confermati da Gribaudo, segretario generale del Boca Juniors: “Sono discorsi che stanno iniziando. Parleremo a fine campionato”

di Redazione, @forzaroma

Una settimana lunga, anzi lunghissima. Quelli che portano alla sfida con il Parma saranno giorni più che intensi per De Rossi, pronto a riporre nel cassetto dei ricordi l’ultima maglia della Roma che indosserà in carriera. Data e orario della sfida con i ducali saranno ufficializzati domani dalla Lega di Serie A, ma, a dimostrazione dell’immenso affetto nutrito nei confronti del loro capitano, i tifosi hanno già riempito in ogni ordine di posto gli spalti dell’Olimpico. Chi non dovrebbe essere allo stadio è Pallotta, assente dalla Capitale dalla gara con il Liverpool dello scorso anno, abbastanza contrariato per la contestazione subito dopo la scelta di non rinnovare al numero 16, in particolare per gli insulti ricevuti dalle sorelle sulla pagina Facebook del ristorante di famiglia, scrive Il Tempo. La protesta ai danni del presidente americano è continuata anche ieri, con striscioni esposti all’estero (Copenaghen, Parigi, Dusseldorf e Salonicco) e in giro per l’Italia (Trapani e Monza), a cui va aggiunta l’iniziativa del Roma Club Madrid che ha deciso di dedicare il proprio nome a De Rossi e al saluto della curva della Juventus.

Il centrocampista, tenuto a riposo da Ranieri contro il Sassuolo per averlo al massimo della condizione in vista della giornata conclusiva della stagione, ha rimandato a fine maggio qualsiasi discorso sul futuro: per ora vuole pensare solo alla Roma e a godersi la festa prima che cali il sipario. Di certo una delle proposte più concrete è quella del Boca Juniors, il cui direttore sportivo è Burdisso, ex compagno di squadra ed amico di DDR. L’argentino ha già avviato i primi contatti per parlare della possibilità di fargli chiudere la carriera a Buenos Aires, in quella Bombonera che “A vederla – la dichiarazione di De Rossi nel 2017 – mi leva la vita”. Gli approcci sono stati confermati da Gribaudo, segretario generale degli Xeneizes: “Sono discorsi che stanno iniziando. De Rossi – ha detto il dirigente nell’intervista a Mundo Boca Radio – è amico di Burdisso e questo può aiutare per un suo possibile arrivo. Nicolas ci sta, sicuramente al termine del campionato cominceremo a parlare”. La realtà dei fatti è che De Rossi non ha ancora la più pallida idea del domani e perciò non dice di no alla soluzione sudamericana, anche in considerazione del fatto che la MLS statunitense si concluderà ad ottobre e riprenderà con il nuovo campionato a marzo 2020, con in mezzo una lunga pausa che mal si concilia con la sua volontà di continuare a giocare. Il vero ragionamento da fare in previsione di un’esperienza oltreoceano è legato ai problemi logistici che comporterebbe un cambio di continente. Di certo prima di un paio di settimane nulla sarà concretizzato. Il match con il Parma sarà l’ultimo in giallorosso anche per mister Ranieri, accostato in Scozia alla panchina del Celtic. L’eredità del tecnico di San Saba molto probabilmente sarà raccolta da uno tra Gasperini e Sarri, mentre non trova al momento conferme l’indiscrezione su Bielsa. L’attuale allenatore del Leeds era solo un’idea circolata a Trigoria ad inizio mese su
suggerimento di Massara, estimatore del “Loco” da anni. Il direttore sportivo è però destinato a lasciare la Roma e quindi l’ipotesi è caduta quasi subito. La società, che potrebbe promuovere Totti come direttore tecnico, ha intanto rinviato a fine stagione ogni discorso sui rinnovi di El Shaarawy, Under e Zaniolo. Se ne occuperà Petrachi.

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