Senza Berdini lo stadio è più vicino

La nota e più volte ribadita posizione dell’assessore di intransigente chiusura all’ipotesi di variante urbanistica potrebbe venire,superata da quella della Raggi, più vicina alle posizioni della trattativa

di Redazione, @forzaroma

Le dimissioni con «riserva» dell’assessore all’Urbanistica del Comune, Paolo Berdini, aprono un nuovo spiraglio per una conclusione più rapida e, forse, meno perigliosa della lunghissima e altalenante querelle del progetto dello Stadio della Roma di Tor di Valle. Secondo indiscrezioni, nella giornata di oggi, l’avvocato Lanzalone (il legale genovese che, non si capisce a quale titolo, affianca il Comune nelle trattative con la Roma) dovrebbe inviare una bozza di proposta di accordo: il taglio del 23% delle cubature. Quale e in che termini e quanto peserà la vicenda Berdini si vedrà nelle prossime ore.

Dallo scorso dicembre, i guai giudiziari della Giunta Raggi e dello stesso Sindaco, Virginia Raggi, avevano enormemente rafforzato la posizione di Berdini, «nemico» di Raffaele Marra e iper critico sulla presenza troppo vicina alla Prima Cittadina dell’ex capo del personale comunale. Alla debolezza politica della Raggi– iniziata con le dimissioni notturne dell’assessore all’Ambiente, Paola Muraro il 12 dicembre scorso e poi proseguita dopo 72 ore con l’arresto di Raffaele Marra – si era sommata, poi, l’iscrizione nel registro degli indagati del Sindaco, il suo interrogatorio, la vicenda delle polizze sottoscritte da Romeo con la Raggi beneficiaria ignara (al momento vicenda molto politica e per nulla penale) e il suo rapporto con il suo capo della segreteria politica, Salvatore Romeo, beneficiario di un consistente aumento di stipendio. E l’arrivo dei deputati, Alfonso Bonafede e Riccardo Fraccaro, è suonato come un vero e proprio commissariamento politico.

Tutto questo, aveva, nei fatti, reso la Raggi politicamente debolissima, il Sindaco più debole da quando c’è l’elezione diretta del Primo Cittadino. Ora, la vicenda di Berdini l’ultimo scivolone di una lunga serie, in realtà – riporta i due piatti della bilancia molto più in equilibrio. E questo, ovviamente, non può che avere un effetto diretto sulla vicenda Stadio di Tor di Valle. La nota e più volte ribadita posizione di Berdini di intransigente chiusura all’ipotesi di variante urbanistica e, quindi, di cubature in compensazione delle opere pubbliche, potrebbe venire, a questo punto, superata da quella della Raggi, più vicina alle posizioni della trattativa. Anche perché, non va dimenticato, che sia l’assessore al Bilancio, Andrea Mazzillo, che quello alle partecipate (e uomo assai vicino alla Casaleggio), Massimo Colomban, hanno, in diverse occasioni, indicato proprio nel progetto stadio uno de gli elementi portanti su cui basare il rilancio dell’azione amministrativa della Giunta penta stellata. Un’azione che – al di là di due post sulle pagine facebook – è di una tale carenza e povertà da risultare quasi incredibile. Tecnicamente, per il dossier Stadio, la situazione rimane quella delle ultime ore: la Conferenza di Servizi è sospesa fino al 3 marzo. E, oggi, dovrebbero iniziare a riunirsi i due tavoli tecnici, unico reale frutto dell’ultimo incontro di martedì scorso fra Campidoglio e proponenti. Un tavolo, avrebbe il compito di trovare le soluzioni alle prescrizioni contenute nel parere unico che il Comune ha reso in Conferenza e che, formalmente, è non favorevole. L’altro, più politico, dovrebbe occuparsi di trovare una soluzione al problema taglio delle cubature, il vero nodo politico della Conferenza di Servizi.

(F.M.Magliaro)

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