Segnali di guerra dagli ultrà azzurri

di finconsadmin

(Il Tempo – G.Migliori) – Una trasferta ad altissimo rischio: i tifosi napoletani si preparano alla sfida di venerdì prossimo, ma all’Olimpico i gruppi organizzati, non tesserati, non ci saranno. Il settore ospiti sarà «invaso» ugualmente da migliaia di supporters napoletani, ma ad essere presenti saranno soprattutto i partenopei residenti a Roma. Gli arrivi da Napoli non dovrebbero essere numerosissimi, il tam-tam di «radio curva» sconsiglia partenze in solitaria: i rapporti tra le due tifoserie sono sempre ad alta tensione e si temono «agguati».

 

[…]Tornando a Roma-Napoli di venerdì prossimo, i segnali sono sempre gli stessi: segnali di guerra. L’odio tra la tifoseria azzurra e quella giallorossa non è stato minimamente mitigato dalla «guerra comune» condotta dalle frange estreme delle tifoserie di tutta Italia contro i provedimenti di chiusura di stadi e settori per «discriminazione territoriale». Gli ultras di Roma e Napoli (così come quelli della Lazio) hanno mantenuto un atteggiamento di totale riserbo, rispetto alle apparizioni televisive dei gruppi organizzati di Juve, Inter e Milan.

 

 

Eppure, c’è stato un tempo (lontano) in cui le curve di Roma e Napoli erano gemellate contro lo strapotere dei club settentrionali e il match veniva battezzato «Derby del sole». Il gemellaggio si ruppe traumaticamente il 25 ottobre 1987, quando il Napoli di Maradona riuscì a recuperare in 9 uomini una partita che sembrava persa dopo il gol di Pruzzo. Segnò Francini su angolo battuto da Diego, e Salvatore Bagni ebbe la «brillante» idea di festeggiare facendo il gesto dell’ombrello sotto la Curva Sud. Da allora, è stata guerra totale…

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