Se il raccattapalle fa parte del gioco

I ragazzi delle giovanili a bordo campo sono spesso diventati protagonisti nel bene e nel male

di Redazione, @forzaroma

Dopo la tempesta torna la quiete. Le polemiche scatenate durante Roma-Shakthar Donetsk sono rientrate grazie al gesto distensivo di Facundo Ferreyra. Il ventisettenne attaccante argentino, scrive Il Tempo, durante il match che ha permesso alla Roma di accedere ai quarti di finale di Champions League, se l’era presa con un raccattapalle giallorosso, reo di averci messo troppo tempo a restituire un pallone. Lo spintone aveva procurato la caduta oltre i tabelloni di Matteo Cancellieri, giocatore degli Allievi della Roma.

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Ieri, dopo le prime scuse nel post-partita, l’attaccante ha espresso via social il proprio dispiacere per un gesto gratuitamente violento: “Voglio congratularmi con tutta la Roma per la meritata qualificazione. Allo stesso tempo, voglio esprimere le mie scuse per la reazione che ho avuto col raccattapalle durante la partita. Ho avuto l’opportunità di scusarmi personalmente a fine partita, ma vorrei estendere le scuse a tutti i giallorossi cui auguro buona fortuna in Champions”.

La replica è arrivata direttamente dal profilo Twitter della Roma: “Siamo grati e apprezziamo le scuse. È stato un match duro e vi auguriamo il meglio per il resto della stagione”. Anche il giovane Cancellieri, che è stato invitato negli spogliatoi dai giocatori dopo la gara e ha ricevuto in dono la maglia da capitan De Rossi, ha accettato le scuse: “È stato solo un gesto di rabbia incontrollata da parte del giocatore. È un essere umano anche lui”.

Cancellieri se l’è cavata con due botte al gomito e al ginocchio e dovrebbe giocare regolarmente la prossima sfida con gli Allievi. Ferreyra non è stato l’unico a perdere la testa martedì: anche Paulo Fonseca, tecnico degli ucraini, ha manifestato più volte con toni accesi il proprio disappunto a arbitro e quarto uomo relativi alla gestione dei palloni da parte dei raccattapalle, da anni protagonisti delle cronache, vedi le proteste laziali nell’ultimo derby a causa di qualche ritardo di troppo. In casa Roma i ragazzi delle giovanili a bordo campo sono spesso diventati protagonisti nel bene e nel male. A gennaio del 2008, in un Roma-Palermo il giovane Gianluca aveva rapidamente posizionato il pallone sul corner permettendo a Taddei di battere in rapidità e a Mancini di segnare. Oggi quel Gianluca, Caprari, milita in Serie A, con la maglia della Sampdoria. Stesso copione seguito in un Roma-Milan con Cassano agevolato da un raccattapalle, capace di far battere ai giallorossi un corner a recupero scaduto, trasformato in gol. Casi che vanno al di là del Tevere: in un Torino-Genoa di due stagioni fa fu Juric a prendersela con i raccattapalle del Toro: “Una vergogna!”. Puntuale la replica di Mihajlovic: “Sono bambini”.

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