Salah venduto e Monchi ora si dimetta

L’accusa da “Il Tempo”: il ds giallorosso ha svenduto il gioiellino egiziano ed ora in molti gli puntano il dito contro

di Redazione, @forzaroma

Adesso come la mettiamo il signor Monchi, direttore sportivo della Roma? Martedì notte ad Anfield, lo stadio del Liverpool, è andato in scena l’ultimo atto di uno scempio (sportivo) compiuto la scorsa estate dalla società che lei guida. Parlo della cessione di Salah, naturalmente, cioè di quel giocatore che venduto per una manciata di milioni ai nostri avversari inglesi ha rottamato la sua ex squadra segnando due gol e maramaldeggiando in campo. Si risponde: Momo (così lo chiamano) voleva andarsene e tornare in quella Inghilterra che lo aveva snobbato. In primo luogo per guadagnare di più. Comprensibile per un giocatore che non ha una vita (sportiva) molto lunga. Ma Monchi sa bene che ci sono mille modi per trattenere un campione. Il più semplice è quello di allargare la borsa, tanto più se si pensa che oggi Salah vale una cifra almeno tre volte superiore a quella per cui è stato svenduto. Inveceil contratto è stato chiuso in fretta nemmeno il tempo di dire amen, perché a Trigoria c’era bisogno di danaro fresco, in contanti. Un buon amministratore non si comporta così: studia ilmercato, valuta, si organizza, consulta i suoi collaboratori e poi decide. Se Monchi avesse fatto tutto questo, oggi Salah sarebbe ancora un giocatore giallorosso e la Roma sognare traguardi insperati. Già, perché non solo il gioiello egiziano andava in gol spesso e volentieri, ma faceva segnare pure i suoi compagni, in primo luogo quel Dzeko che, grazie anche a lui, ha vinto lo scorso anno il titolo di capocannoniere del campionato. Al posto di Salah, badate bene con la stessa cifra, è stato acquistato un traballante Schick che finora ha offerto ben poco alla platea giallorossa. In casi del genere il responsabile dovrebbe rassegnare le dimissioni nelle mani del presidente: ma in Italia questo sostantivo è stato cancellato dal vocabolario ed alla Roma non resta che compiere un secondo miracolo, bissando la partita con il Barcellona. Però nemmeno San Gennaro a Napoli riesce a farne due in un arco di tempo così ristretto.

(B. Tucci)

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  1. paolopa - 3 anni fa

    Ma perchè hanno diritto di pubblicazione tutti gli articoli!!!!
    Questo è ridicolo!!!!!!

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  2. vergerus - 3 anni fa

    questi del Tempo non hanno capito una cippa lippa. Entro il 30 giugno servivano 40 milioni altrimenti si rischiava il default. L’unica disponibile a mercato ancora chiuso è stato il Liverpool. Questo è

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  3. salvo - 3 anni fa

    Bravo! Bravo! Bravo! Vorrebbe spiegarci il Dott. Tucci dove, nel parco giocatori di Trigoria, poteva trovarsi il calciatore sul quale programmare/pianificare/organizzare una vendita che poteva far fruttare la medesima plusvalenza per impattare il fairplay finanziario? Tutto il mondo sapeva che la Roma in quel momento era con le mutande abbassate ed essere riusciti a ricavare da Momo quella cifra, a mio parere, è stato un po’ come cavar sangue dalle rape. Diverso discorso sarebbe stato se anzichè all’Europa League anche la passata stagione avessimo potuto partecipare alla Champions, ma con i se e con i ma, purtroppo, non si fa la storia. FORZA ROMA SEMPRE! Salvatore

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  4. rafanidd_2 - 3 anni fa

    Spreco soltanto 30 secondi per conclamare la dietrologia a posteriori dell’estensore di questo articolo che non so neanche chi sia e che mi meraviglia come non sia stato ferocemente inseguito da Real Madrid, Barcellona, Bayer Monaco et similia per affidargli i destini sportivi e gestionali delle proprie società.
    Ma mi faccia il piacere, avrebbe detto Totò, vero comico.

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