Roma inarrestabile

di Redazione, @forzaroma

(Il Tempo) Alla Roma bastano ventuno minuti per chiudere la pratica e accedere ai quarti di finale di coppa Italia. Contro l’Atalanta all’Olimpico, quinto successo consecutivo, un’ora praticamente perfetta, prima della follia di Osvaldo che rovina la sua serata ed espone la Roma a mezz’ora si sofferenza inutile.

 

Finisce bene, perchè è troppa la differenza tecnica tra l’Atalanta e questa Roma2: ammesso che si possa definir tale una squadra che ritrova Stekelenburg, Burdisso, De Rossi e Osvaldo tra i titolari. Lo aveva annunciato alla vigilia che avrebbe fatto ricorso al turn-over e la formazione messa in campo contro l’Atalanta non lo smentisce. Dentro cinque uomini nuovi rispetto al’undici che solo tre giorni addietro aveva asfaltato la Fiorentina. In difesa esordio assoluto del giovane Romagnoli da centrale in coppia con il rientrante Burdisso. A centrocampo De Rossi torna a fare il perno in mezzo al campo, poi la conferma di Bradley e l’arretramento di Pjanic di nuovo in mediana. In attacco un meritato turno di riposo per capitan Totti al posto del quale Zeman mette Destro con Osvaldo che torna a fare il centrale e Nico Lopez a destra. Non ci vuole molto a capire la dinamica della serata con la Roma padrona del campo in grado di attaccare a testa bassa e l’Atalanta chiusa dietro pronta a colpire in contropiede.

 

Ci pensa Pjanic a sbloccare la partita, complice una disattenzione del portiere nerazzurro Consigli che prende un gol tipo quello incassato da Goicoechea al derby: la differenza è che stavolta non piove e la botta da fuori del giallorosso non ha la cattiveria di quella di Candreva nella stracittadina. Roma in vantaggio e ospiti che accusano il colpo: non c’è reazione atalantina e gli uomini di Zeman s’impossessano del campo e della partita. Con De Rossi in regia la manovra della Roma è un po’ più lenta, ma c’è netta la sensazione che ogni affondo giallorosso si può trasformare in occasione da rete. Il raddoppio arriva, inevitabile, nove minuti più tardi: altra verticalizzazione (stavolta di Destro) e Osvaldo approfitta della seconda «quaglia» di Consigli e deposita in rete per il 2-0. Dalle parti di Stekelenburg arriva poca roba e non fa male: giusto un po’ di apprensione ormai fisiologica per questa Roma.

 

La dinamica della gara non cambia nella ripresa: in campo c’è soltanto la Roma che apre di nuovo la difesa atalantina dopo sei minuti. Ripartenza giallorossa, Pjanic manda profondo Destro in porta: tutto facile per l’attaccante marchigiano che deposita in rete di piatto la palla del 3-0: Zeman applaude. Serata in discesa, tutto fila liscio fino al 54′ quando Osvaldo perde la testa. Angolo per la Roma, in mezzo all’area Matheu lo cintura e lui gli rifila una gomitata: Russo non ha dubbi e tira fuori il cartellino rosso. Espulsione diretta e Roma in dieci: brutta cosa, in una serata praticamente perfetta, che potrebbe costar cara alla squadra di Zeman in futuro (considerando che Lamela ai quarti dovrà scontare un altro turno di squalifica).

 

Il finale, oltre ad almeno tre errori di Russo (un mani in area di Raimondi e uno di Piris dall’altra parte del campo), è poca roba. Giusto il tempo per l’infortunio di Destro, ammirare l’ingresso di Dodò (gran palla per Marquinho) e permettere a Stekelenburg di mettere qualche dubbio in più nella testa di Zeman con un paio di ottimi interventi.E ora ai quarti una tra Udinese (in trasferta) e Fiorentina: il nove gennaio.

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