Roma, il rinnovo porta male

Roma, il rinnovo porta male

Dei sei giocatori che da questa estate hanno prolungato il contratto tutti hanno avuto una involuzione. L’unica eccezione è Dzeko

di Redazione, @forzaroma

Firma e scompari. Quasi una regola nella Roma di quest’anno, dove dall’estate ben sei giocatori hanno rinnovato il contratto ma, per un motivo o un altro, sono via via spariti dal campo, come riporta Il Tempo. L’unica eccezione si chiama Edin Dzeko, che non sta certo brillando, ma è rimasto un punto di riferimento assoluto in attacco e talvolta un trascinatore nel deserto.

Detto che Zaniolo si è fermato per colpa della sfortuna sempre puntuale quando c’è da spezzare le ali a un talento giallorosso, i vari Under, Fazio, Cristante e persino Kolarov ad oggi rappresentano diverse facce di una delusione comune. Quella dei tifosi e di Fonseca, che nel 2020 non riconosce più la sua Roma.

L’attaccante turco è il caso più emblematico. Confermarlo in rosa è stata una precisa richiesta del tecnico, la società ha deciso di accontentare il ragazzo con un aumento di stipendio a cui aspirava da mesi, il gol al debutto stagionale col Genoa sembrava il preludio a un campionato da protagonista, poi tra nuovo infortunio muscolare, lunghissima riabilitazione, difficoltà ad apprendere le richieste tattiche di Fonseca e la concorrenza con Zaniolo fino a quando era disponibile, Under si è completamente perso. Derby a parte, un gol fortunoso col Genoa e uno inutile in coppa con la Juve, il turco è una delusione. Diciamolo chiaramente: se non si fosse infortunato Zaniolo, la Roma era pronto a sacrificarlo nel mercato di gennaio. Una cessione probabilmente solo rimandata, ma come questo ragazzo sia passato dall’essere un precoce protagonista anche in Champions a una sorta di comparsa rimane un mistero.

Per Cristante non può bastare il grave infortunio al tendine per spiegare la sua totale involuzione. Il centrocampista esplosivo e completo dell’Atalanta qui non si è mai visto, durante il lungo stop Petrachi ha deciso comunque di prolungargli il contratto fino al 2024 con largo anticipo rispetto alla scadenza per motivi di bilancio (diminuisce la quota annuale di ammortamento del cartellino pagato finora 27.6 milioni) ma, a parte un paio di buone partite, da quando è rientrato è un giocatore in chiara difficoltà.

Sabato sarà squalificato e non potrà giocare la sua gara da ex a Bergamo, probabile l’avanzamento di Mancini in mediana, con Fazio di nuovo al centro della difesa. L’ultima presenza dell’argentino è di due mesi fa contro la Spal, il contratto che ha firmato in estate fino al 2021 è addirittura il terzo da romanista, ma in realtà il club non punta più su di lui. E neppure Fonseca.

Il tecnico credeva invece che Kolarov fosse ancora un leader insostituibile. Lo ha fatto sempre giocare, fino alla comprensibile e giusta panchina al derby e poi col Sassuolo. Si è riaffidato a lui col Bologna ma si è rivisto un Kolarov in evidente sofferenza atletica. Un calo iniziato dopo il rinnovo. Ora è meglio nascondere le penne a Trigoria, almeno per un po’.

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