(Il Tempo - A.Austini) - La Roma titolare contro la Juventus imbottita di riserve. Lo stadio Olimpico pieno come mai in questa stagione. La voglia di dimostrare che il 3-0 di Torino e quegli otto punti di differenza in classifica non rappresentano la realtà. Gli ingredienti per la rivincita giallorossa ci sono tutti: nella gara «secca» di stasera c’è in palio un posto in semifinale di Coppa Italia, ma il risultato può spostare gli equilibri di una stagione intera.

garcia_udinese_roma27102013-17.jpg

Ecco perché Garcia ha preferito risparmiare qualche pezzo forte, tipo Totti, con il Livorno e stasera intende schierare la miglior formazione possibile. Un solo dubbio a centrocampo, dove Strootman non si discute, Nainggolan ha riposato sabato per esserci oggi e De Rossi è pronto a uno sforzo extra: dovrebbe restare fuori Pjanic, anche se il pupillo del tecnico resta in ballo fino all’ultimo per un posto da titolare. Più a in mezzo al campo per impostare e dar fastidio a Pirlo piuttosto che da attaccante aggiunto. D’altronde lì davanti non c’è spazio: torna il tridente finora più efficace, con Florenzi e Gervinho ai lati del capitano.

Alla vigilia Garcia prova a smorzare i toni, forse troppo alti prima della gara di campionato sulla sponda romanista. «Non si tratta della sfida più importante della stagione - spiega il francese - piuttosto lo è della settimana. E non è nemmeno una rivincita. Si tratta di una partita totalmente differente da quella di campionato a cui non dobbiamo più pensare. È una gara secca in cui conta solo qualificarsi alla semifinali e dobbiamo fare in modo che sia la Roma a riuscirci».

L’ha rivista tante volte in tv la sconfitta del 5 gennaio allo «Stadium», tutt’altro che dominata dai bianconeri, semplicemente più bravi a sfruttare ogni singolo episodio. Stavolta si gioca in casa e quella cattiveria mancata a Torino la potrebbe trasmettere il pubblico. «Ci sarà un Olimpico pieno, un ambiente terribile per la Juve - aggiunge Rudi - i nostri tifosi saranno carichi e giocheremo anche per loro».

Gli chiedono se una vittoria oggi possa spostare qualcosa nel campionato di domani, «ma secondo me il risultato in coppa non inciderà sul resto. È difficile parlarne - sorvola l’allenatore - non ho la testa al campionato. Certo, la Juventus dovrà tornare ancora all'Olimpico verso la fine stagione, ma ora è solo Coppa Italia e lo ripeto, c'è solo una cosa da fare: qualificarci. Non ho nessun dubbio sulla voglia della squadra, finora hanno sempre dato tutto in campo» .

Furbo Conte. Schierando le riserve ha tutto da guadagnare: se passa il turno valorizza il suo gruppo e stravince contro la Roma titolare, se perde potrà sempre dire che non ha giocato la vera Juve. « Solo Antonio sa cosa fare con la sua squadra e lo stesso vale per me. Posso dire che i la Roma avrà una formazione per andare in semifinale, questo è sicuro. Ma se vogliamo vincere dobbiamo fare una grande gara, giocando con entusiasmo - ordina Garcia - e dovremo anche essere più efficaci sui calci piazzati: su questo punto dobbiamo migliorare». Lo insegna proprio la sconfitta di gennaio, quando i tre gol bianconeri sono nati tutti a «palla ferma».

Intanto il tecnico si gode l’arrivo di Bastos, il secondo acquisto indicato personalmente alla società dopo quello estivo di Gervinho. «Il suo arrivo serve a migliorare la Roma. Con lui e Nainggolan siamo più forti, la rosa è più ampia, e io ho più scelta e soluzioni».

Poi un messaggio chiaro ai dirigenti, che stanno valutando la cessione di Pjanic a giugno: « È presto per parlare della rosa dell'anno prossimo. Io so solo che prendere Nainggolan non significa perdere Pjanic. Bisogna anche lavorare per andare dove vogliamo andare, e questi giocatori non saranno troppi per giocare in Europa il prossimo anno». A buon intenditor...

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti
Tutti
Leggi altri commenti