rassegna stampa

Roma, il Cska è archiviato. Per Garcia c’è solo il Cagliari

Il tecnico: "Fare lo switch tra una competizione e l'altra deve essere la qualità di questo gruppo. Non faccio calcoli sulla formazione, perché so bene che il destino ci pensa da solo"

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Il destino si è messo di traverso, ma la Roma vuole continuare il percorso netto in campionato, consapevole che per lo scudetto ci sono più pretendenti rispetto a un anno fa. Garcia si mette la vittoria con il Cska Mosca alle spalle e richiama l’attenzione sulla partita contro il Cagliari: «Abbiamo chiuso il libro della Champions League, da giovedì mattina abbiamo subito aperto quello del campionato. Essere in grado di fare uno switch tra una competizione e l’altra deve essere una qualità di questo gruppo. Non faccio calcoli di formazione, perché so bene che il destino ci pensa da solo. Abbiamo perso 2 giocatori mercoledì, io devo fare in modo di vedere chi è in forma e chi può essere efficace in campo. Le milanesi sono in corsa per il titolo, non dimentichiamo il Napoli, che lotta per il vertice da due anni e nemmeno la Fiorentina. La Juve è sempre la favorita, poi ci sono le altre. Noi dobbiamo fare in modo di lottare fino alla fine. Questo campionato è una maratona, lo sapete tutti, ma faremo di tutto per arrivare a punteggio pieno domani sera». Lo scontro diretto tra Milan e Juventus potrebbe offrire lo scenario perfetto per un sorpasso: «Mi importa solo della Roma, ma quando due avversarie dirette si scontrano è meglio un pareggio. Ma dovremmo vincere anche noi per sfruttare questa cosa». Anche senza otto giocatori: «Non sono preoccupato, anche se l’infermeria era vuota poco tempo fa e ora ci sono molti giocatori. Sono scelte in meno per me, ma per fortuna per Astori non è tanto grave, nemmeno per Iturbe. Torneranno e porteranno la loro freschezza, quando saranno pronti. Abbiamo fatto in modo di avere una rosa ampia anche per rispondere a questi parametri». Le seconde linee fanno un passo avanti, con il Cagliari sarà il turno di Yanga-Mbiwa e Rudi non lo nasconde, anzi gli fa un bell’assist in conferenza stampa: «Mapou lo conosco perché ha giocato in Francia, ha vinto il campionato con il Montpellier e non era una cosa semplice. Era il capitano e il giocatore più importante di quella squadra: forte fisicamente, tecnicamente gioca in maniera giusta.Ho totalmente fiducia in lui, giocherà con Manolas domani. Senza Castan e Astori siamo costretti a giocare con gli altri, ma non cambia nulla sulla forza della squadra».

Basa era stato inserito nella lista dei papabili per il dopo-Benatia, ma la trattativa è sfumata negli ultimi giorni di mercato e il difensore ieri ha rinnovato col Lille: «Abbiamo fatto una ricerca con Sabatini sui centrali e in questa lista c’era anche Basa, oltre ad altri giocatori di alto livello, poi il mercato ha le sue dinamiche, non solo sul piano economico ma anche per il fatto che non è possibile arrivare al giocatore che vogliamo». Dodò è andato all’Inter e con tre partite è riuscito a guadagnarsi la prima chiamata dal Brasile, Jedvaj ora fa il titolare al Bayer Leverkusen e segna come un attaccante, ma Garcia non ha rimpianti: «Forse hanno lavorato bene con noi, è una possibilità. Sono contento per loro, in particolare per Dodò, che ha trovato il modulo giusto all’Inter. Il fatto che sia andato in Nazionale può essere una motivazione in più per lui. Con un anno in più migliorano tutti poi, si vede anche con i giovani che lavorano con noi». La corsia mancina resta un rebus e, nonostante l’arrivo di tre terzini, il tecnico francese ha optato per Torosidis in Champions.

Una scelta che ha funzionato, ma che non ha fatto piacere agli esclusi: «Il Cska Mosca ha un esterno d’attacco mancino come Tosic, che non gioca affatto come un attaccante esterno ma cerca sempre di entrare nel vivo del gioco, rientrando sul sinistro e rendendosi pericoloso. Per questo ho scelto Torosidis. Cole aveva giocato 2 partite, era il momento di farlo riposare. Holebas dobbiamo inserirlo al momento giusto, per ora lo abbiamo visto ai Mondiali e ha fatto benissimo con la Grecia, pensiamo tutti di aver scelto un ottimo giocatore». Ma forse non è ancora pronto. I dissidi con Zeman non scalfiscono le certezze di Garcia, anche se a domanda risponde con aria di difesa e cambia faccia: «Sono concentrato sul presente, non su altre cose. Non vuol dire che non conosca il nostro passato, ma non nel dettaglio. Non importa chi sarà l’allenatore avversario. Con il Cagliari sarà dura vincere ma faremo di tutto. Rispettiamo ogni avversario, ma non abbiamo paura di nessuno, nemmeno quando siamo outsider: così prepariamo le partite». Qualsiasi libro apra. «Aver vinto la prima in Europa non vuol dire che non siamo più gli outsider del gruppo. Le favorite restano Bayern e City. L’obiettivo è tornare in Champions il prossimo anno e per farlo dobbiamo finire tra i primi due in campionato. Per questo da giovedì è tornata la nostra priorità e il nostro pane quotidiano». Nessuno vuole ingoiare un boccone amaro.