rassegna stampa

Roma alla tedesca. Per il ruolo di ds spunta Boldt dell’Amburgo

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I Friedkin hanno già incontrato il dirigente cresciuto sotto la supervisione di Rudi Voeller nel Bayer Leverkusen

Redazione

La Roma americana presto potrebbe parlare anche in tedesco. Nel casting dei Friedkin per ristrutturare l’area sportiva spunta infatti il secondo candidato dalla Germana. Dopo Ralf Rangnick, il "trainager" della Red Bull sondato dai neo proprietari giallorossi ad agosto durante un incontro andato in scena a Londra, giovedì scorso Dan e Ryan hanno "intervistato" Jonas Boldt, attuale direttore sportivo dell’Amburgo. Un colloquio lungo più di tre ore, scrive "Il Tempo", organizzato all’estero e lontano dagli occhi indiscreti della Capitale, nel quale il giovane dirigente tedesco - che non parla l’italiano - ha illustrato le sue idee ai texani. Trentotto anni, una lunga militanza sotto la supervisione di Rudi Voeller nel Bayer Leverkusen, dove ha iniziato a lavorare da scout e osservatore scalando poi le posizioni fino alla direzione sportiva del club, Boldt è passato nel 2019 all’Amburgo, che milita nella seconda serie della Germania, firmando un contratto in scadenza il prossimo giugno.

Un nome totalmente nuovo per il mercato italiano, sulla pagina a lui dedicata su Wikipedia si legge che avrebbe avuto un ruolo da "scopritore" nell’ingaggio di Arturo Vidal da parte del Bayer Leverkusen, ma il suo profilo è senza dubbio diverso dai vari Paratici, Campos, Emenalo e Berta che compongono la lunga lista dei candidati sondati direttamente e non dai Friedkin. Viene dunque spontaneo pensare che possa essere stato lo stesso Rangnick a segnalare il nome di Boldt ai proprietari della Roma, magari come possibile collaboratore da portarsi dietro a Trigoria con un incarico di rilievo all’interno di uno staff composto da diverse figure. L’unico altro potenziale "gancio" è proprio Rudi Voeller, che ha avuto modo di dialogare di recente con la sua vecchia società per l’affare Schick. Fatto sta che i texani continuano a muoversi in autonomia e su più tavoli a livello internazionale, ascoltando consigli anche fuori da Trigoria. Inoltre il fatto che abbiano organizzato un colloquio sei giorni fa dimostra che il processo di selezione sia ancora in corso. Non è un mistero che il Ceo Fienga abbia invece proposto con forza la candidatura di Fabio Paratici, ammesso che venga confermata la sua uscita dalla Juventus: domani è in programma l’assemblea dei soci. Insomma la Roma rimane sospesa tra un progetto "italiano" con meno incognite e una vera e propria rivoluzione affidandosi a uomini che arrivano dall’estero. Che si tratti del "guru" Rangnick o del giovane Boldt.

In parallelo i Friedkin cercano anche un direttore generale e per quel ruolo è più probabile che la scelta ricada su un profilo italiano o che comunque conosca la lingua e la realtà (magari proprio Voeller?), non necessariamente proveniente dal mondo del calcio. Nelle idee dei proprietari della Roma dovrebbe essere una figura sul modello dei general manager della Nba, che possa fare da raccordo tra i vertici aziendali e l’area sportiva. Il casting va avanti, il club avrà presto nuove facce. E nuove idee.