La regine del torneo resistono in testa

La Juve chiama e la Roma risponde. Il grande duello continua e promette altri episodi spettacolari.

di finconsadmin

La coppia, quella delle regine, non scoppia. Ci pensa, a tenerla unita, una fantastica punizione di Pjanic a tre minuti dalla fine, dopo che il Parma, costantemente dominato, aveva rimontato il gol di Ljajic con De Ceglie, sorprendendo l’improvvisata difesa di Rudi Garcia. Poi Roma padrona del campo, gli emiliani arroccati in difesa, occasioni giallorosse mancate da Gervinho e Florenzi, spunti illuminanti di Totti, un po’ calato nel finale, le solite sicurezze in centrocampo con Keita e Nainggolan, forse ritmi un po’ meno frenetici rispetto al solito, ma sul risultato non ci sono ombre, il grande duello continua e promette altri episodi spettacolari.

Per la Juve un compitino elementare, il Cesena fa atto di presenza, in realtà ha poco o nulla da opporre ai campioni, che si permettono di rinunciare a Tevez e Pogba, Giovinco crea e Vidal firma un facile successo, anche se il primo vantaggio viene da un rigore molto generoso, gli arbitri nel dubbio decidono sempre in un senso. Per trovare i suoi primi gol, il Torino deve rivolgersi a Zeman, Cagliari campo al solito prodigo di regali, anche se il primo lo confeziona Padelli assistendo Cossu, prima che Glik e Quagliarella ribaltino la situazione.

Girandola di gol a Napoli, Palermo in assidua rimonta, e anche a Verona, dove il Genoa era scattato in avanti con doppietta di Matri. Splendida la girata al volo di Osvaldo contro l’Atalanta, dopo che Palacio si era fatto parare un rigore, frutto di una invenzione arbitrale. A Genova ovazione per Romagnoli, un gol e un assist per la Samp che domina il Chievo.

Chiusura del programma riservata alle velleità di riscossa della Lazio dopo la beffa di Marassi. Buone notizie per Pioli, il recupero lampo di Basta, ma soprattutto la firma di Candreva sul contratto di matrimonio, a vita, con i colori laziali. Avversaria non facile, questa Udinese che ha perso soltanto con la Juve, scenderà all’Olimpico dopo aver domato il Napoli, il pericolo, ancora l’eterno Totò Di Natale.

Indicazioni valide anche dall’anticipo: la certezza che le ambizioni del Milan sono limitate da una difesa modesta negli interpreti, ma anche e soprattutto nell’organizzazione, per fortuna di Pippo Inzaghi l’Empoli ha mancato troppe occasioni, ma non sempre i rivali saranno così teneri. C’è ancora molto da lavorare, per il tecnico chiamato a un complesso esordio.

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