“Pupone”, il corto che parla anche di Totti

“Pupone”, il corto che parla anche di Totti

Diretto da Alessandro Guida, è stato presentato ad Alice nella Città, sezione parallela della Festa del Cinema di Roma dedicata alle nuove generazioni

di Redazione, @forzaroma

Sasha vive in una casa famiglia, ma quando compie 18 anni è costretto a lasciare quel nido composto da educatori e fratelli acquisiti che lo hanno protetto per molto tempo, come riporta Il Tempo.

Presentato ad Alice nella Città, sezione parallela della Festa del Cinema di Roma dedicata alle nuove generazioni, il cortometraggio diretto da Alessandro Guida “Pupone” con Riccardo Mandolini, ispirato a una storia vera, è stato realizzato per riflettere sulla situazione dei ragazzi che vivono nelle case famiglia e che, al raggiungimento della maggiore età, talvolta devono tornare in realtà familiari disfunzionali o violente.

Ma nella storia di questo ragazzo, grande tifoso romanista, si intreccia anche l’addio dell’ex capitano dell’As Roma, Francesco Totti. “Abbiamo voluto utilizzare il parallelismo tra Sacha, che improvvisamente deve diventare grande fuori dal mondo nel quale è cresciuto, e Totti negli ultimi momenti della sua carriera giallorossa, proprio per dare maggior forza all’idea di quanto sia difficile, e al tempo stesso sfidante, iniziare una nuova vita al di fuori del luogo dove si è diventati quello che si è oggi”, raccontano i produttori Nicola Liguori e Tommaso Ranchino di Mp Film, che ora sperano, partendo dal concept del corto, di realizzare un film o una serie.

Volevo che lo spettatore si immergesse completamente in questa storia, affezionandosi a tutti i personaggi – spiega il regista – Ho cercato di far scomparire la macchina da presa per cercare di trasmettere nel modo più diretto tutte le emozioni dei protagonisti, amplificate solo dalla musica e dalla recitazione. Aver girato in una vera casa famiglia è stato importante per la troupe, ma soprattutto per gli attori. Dopo le prove, le scene riscritte durante le improvvisazioni, recitare sul set a contatto con i veri ragazzi di una struttura è stato determinante per rendere credibile e intensa la loro interpretazione“.

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