Tra oggi e mercoledì la Lazio può quasi ipotecare la seconda posizione in classifica, sempre più lontana per la Roma

Un piccolo passo avanti, ma non basta. Il gol di Icardi a un soffio dalla fine è una sentenza sulla stagione giallorossa, ormai sembrano falliti tutti gli obiettivi, almeno quelli che contano. La Champions diretta, visto il calendario, diventa quasi un miraggio.

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Al gran gol di Hernanes aveva rimediato nella ripresa Nainggolan, il più bravo dei suoi, su assist di un Pjanic a sua volta apprezzabile. Ma nel quarto d'ora conclusivo i difensori hanno regalato troppi palloni, alla fine è arrivato il castigo. Peccato, quel punto avrebbe almeno confortato un morale finito sotto i piedi. Nota curiosa del tardo pomeriggio, la maglia arlecchino dell'Udinese, un'accozzaglia di colori che sarebbe raccapricciante se non fosse dedicata a un nobile scopo, il supporto a una squadra femminile di Rovereto, in gravi difficoltà economiche. Generosità premiata dal Milan in caduta libera, che dopo sei giornate di stenti restituisce a Stramaccioni il sorriso della vittoria, Inzaghi va a picco.

Nel pomeriggio festivo pretende l'evidenza il derby torinese. Tutte da parte granata le motivazioni, ma la Juve, anche quando è distratta dalle sirene europee, non farà concessioni. Tra oggi e mercoledì, la Lazio vuole, e può, ipotizzare il secondo posto, ospiterà nell'ordine il Chievo, che però gioca un calcio di qualità, e il Parma sorretto soltanto dall'amor proprio. Pesano le molte assenze, a partire da De Vrij, Biglia e Parolo, ma Stefano Pioli ha seconde linee affidabili e in grado di blindare la posizione che vale la Champions dalla porta principale.

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