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Il Tempo

Paulo Sergio: “Wesley mi ricorda Cafu. Adesso Totti è pronto”

Redazione
Le parole dell'ex giallorosso sull'ex capitano: "L'ultima volta non aveva ancora le giuste conoscenze"

Paulo Sergio, ex calciatore della Roma di fine anni '90, ha rilasciato un'intervista a Il Tempo in cui ha promosso il connazionale Wesley, oltre a dire la sua sul possibile ritorno in società di Francesco Totti. Ecco le sue parole.

Cosa ne pensa della Roma di Gasperini: Vede già l'identità del nuovo allenatore?"Non mi sorprende, Gasperini ha sempre fatto bene ovunque è stato e se il club lo lascia lavorare si possono fare grandi cose con questa base di squadra. Mi piace come gioca, poi ovviamente se vince va tutto bene altrimenti è un casino. Conosco bene la Roma e i suoi tifosi che comunque fanno di tutto per stare dietro alla loro squadra".

Cosa ha rappresentato per lei la Roma?"Sognavo di giocare in Italia. Vedevo dei grandi campioni come Socrates, Junior, Falcao e Zico che giocavano in Serie A ed era il desiderio di tutti i calciatori. Quando si presentata l'opportunità di venire alla Roma ho accettato subito. Anche perché c'erano già tanti brasiliani come Aldair che mi ha aiutato tantissimo e abbiamo fatto un bel percorso insieme".

Dopo qualche anno è tornato un brasiliano. Pensa che Wesley possa diventare un punto fermo? "Ha giocato in una grande squadra come il Flamengo, dove c'è tanta pressione come a Roma. Questo sicuramente lo ha aiutato ad ambientarsi. Si è guadagnato anche la nazionale. Quando attacca mi ricorda Cafù, se ha campo libero davanti ha delle giocate importanti. Può crescere ancora tanto con un allenatore che lo stima come Gasperini".

Nel suo ruolo oggi c'è Soulè, le piace l'argentino? "Ha ancora tutto il tempo per esplodere definitivamente. Il passaggio alla Roma non è mai facile, ma lui mi sembra un attaccante che ha i mezzi giusti per essere ancora più decisivo".

Impossibile non chiederle di Totti. È il momento giusto per tornare? "Quando ha smesso di giocare ho subito pensato che dovesse studiare prima di avere un ruolo importante nella società, anche perché poi le critiche arrivano sempre, anche per uno come lui. Credo che ora sia pronto, soprattutto se si dedica con tutto se stesso a una vita diversa da quella del calciatore. Nella sua prima esperienza da dirigente credo fosse ancora troppo presto per capire il suo reale valore. È un passaggio non semplice, c'è tanta pressione, molto diversa da quella in campo. Ma ora può fare davvero un grande lavoто".