Osvaldo: “Io entro sempre in campo con grinta”

di Redazione, @forzaroma

(Il Tempo – E.Menghi) «Mamma, i miei due gol sono dedicati a te». Sembra tornato bambino Osvaldo quando mostra la maglia alle telecamere e poi si presenta sorridente ai microfoni di Sky: in Argentina è la festa della mamma e lui non se l’è dimenticato. Come non si è dimenticato dell’amico De Rossi: «Per me è un esempio, sia come persona sia come giocatore, e quindi i gol sono anche per lui».

 

Poi si fa più serio perché l’argomento lo richiede: «Le parole di Zeman? Non voglio più tornare su questo discorso. Io la grinta ce la metto sempre, che si parli bene o male di me. Comunque ho fatto gol anche prima della panchina con l’Atalanta». Ora è a quota cinque reti in quattro partite, un ritmo niente male: «Sono contento soprattutto per la vittoria, poi è normale che quando uno segna per i tre punti è ancora meglio. La partita della svolta? Non lo so. Oggi siamo stati bravi, abbiamo fatto un buon calcio e una grande rimonta. Questa è la strada da seguire. Se continuiamo così, vinceremo più partite di quelle che perderemo». E con Piris in campo la Roma non ha mai perso, perché col Bologna era stato sostituito sul 2-2: «Tutta la squadra ha giocato bene. Sul 2-0 abbiamo fatto quattro gol e, personalmente, – commenta il paraguayano a Teleradiostereo – questa è stata la mia miglior partita, con due assist, ma spero di migliorare ancora. Se giochiamo sempre così siamo da scudetto».

 

Tachtsidis, l’unico a non brillare, dà i giusti meriti a Totti: «Abbiamo giocato bene e fatto quello che ci chiede il mister. Siamo riusciti a recuperare grazie al gol di Francesco, che ci ha dato fiducia. Sono molto contento, siamo una grandissima squadra – dice a Roma Channel – perché abbiamo portato tre punti a casa». Lamela ha fatto il terzo centro in stagione, ma predica umiltà: «Imparo piano piano, siamo forti ma ancora non abbiamo dato tutto. Manca tantissimo, il campionato è appena iniziato e siamo lì in classifica (quinti, ndr). Io lavoro sempre per la squadra, se posso segnare meglio ancora. Cerco di fare quello che mi chiede il mister, bisogna lavorare con tranquillità e non ascoltare le cose non buone. Bisogna essere umili. Totti? È un giocatore fantastico. Fa cose che un ragazzino non può fare». Ma il ragazzino, Lamela, ha ancora tempo per imparare, sia dal maestro Zeman sia dal suo capitano.

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