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Il Tempo

Mou sale la Scala

Getty Images

José Mourinho rimette piede a San Siro, lo stadio che lo ha eletto Special sulla panchina dell’Inter

Redazione

In questa strana Epifania, tra partite rinviate dalle Asl, contagi a raffica e barricate della Lega, la gara in programma alla Scala del calcio non è stata in discussione fino alla notizia serale dei nuovi positivi in casa Milan: oggi la decisione definitiva. I giallorossi vogliono ripartono dopo l’impresa di Bergamo annacquata dal 'pareggino' interno con la Sampdoria, scrive Alessandro Austini su Il Tempo. "È stato un periodo di vacanze e di lavoro – spiega Mourinho – ed è naturale che si perda qualcosa a livello di intensità, ma stiamo bene. Magari è meglio rientrare con una partita di questo livello perché non serve trovare motivazione. Basta andare a San Siro e giocare contro il Milan". Nel suo passato interista ha duellato più con la Juventus, battuta anche col Manchester United, ma oggi vorrebbe battere la squadra di Pioli per riprendere quel cammino che ha ben chiaro in mente: "per fare la storia e lasciare il tuo nome servono trofei che in questo momento non abbiamo. Sono solo sei mesi, siamo lontano da questo". Intanto Maitland-Niles arriva domani e può aggregarsi per la gara contro Allegri, a centrocampo spunta Sergio Oliveira del Porto, un altro nome alla Mourinho. Sul tema dei contagi e dei vaccini ai giocatori l’idea del portoghese è chiara: "ci sono delle regole. Ovviamente sarebbe una pazzia e un’ingiustizia far giocare una squadra senza portiere. Ma se c’è un minimo di giocatori disponibili, per me si deve scendere in campo. Mi dispiace solo per la riduzione della capienza negli stadi. Vaccini? Sono cose private e i giocatori hanno diritto di tutelare la loro privacy. Ma non penso avremo problemi internamente". Tradotto: l’unico giallorosso non vaccinato si è convinto, se costretto, ad allinearsi alle regole italiane.