«Moggi non va assolto ma il reato è prescritto»

Le richieste del procuratore sulla condanna dell’ex manager per associazione a delinquere

di Redazione, @forzaroma

Annullare la sentenza di condanna in secondo grado per Luciano Moggi, annullare anche quella di Antonio Giraudo nel processo con rito abbreviato. Nessuna assoluzione però per l’ex dg e l’ex ad della Juventus, ma il semplice riconoscimento di quanto era noto sin dalla vigilia di questo ultimo atto di Calciopoli: a nove anni e otto mesi dal 30 giugno 2005 – data ultima di consumazione del reato – l’associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva contestata a entrambi è prescritta.

Sono queste le richieste formulate ieri dal procuratore generale Gabriele Mazzotta davanti alla terza sezione penale della Cassazione. Il pg – pur chiedendo l’annullamento di alcune singole imputazioni – ha respinto la richiesta di prosciogliere «Big Luciano» dal ruolo di promotore dell’associazione, ha ribadito l’esistenza del sistema associativo riconosciuto dalla sentenza di secondo grado che ha condannato l’ex dg a due anni e quattro mesi e ha sottolineato come sarebbero stati alterati «gli esiti delle partire del campionato di calcio 2004-2005». Una linea contestata dai legali di Moggi Maurilio Prioreschi e Paolo Trofino, che davanti ai giudici – riunitisi alle sette di sera in camera di consiglio – hanno contestato la presunta incompetenza territoriale della procura di Napoli, l’impossibilità di dimostrare l’associazione a delinquere e l’inutilizzabilità delle rogatoria per le famose schede telefoniche comprate e distribuite da Moggi agli arbitri secondo le accuse. L’eventuale prescrizione per Moggi e Giraudo, ovviamente, non permetterebbe alla Juventus di avanzare una richiesta di revisione dei giudizi sportivi in quanto il fatto storico illecito rimarrebbe confermato.

Il pg ha chiesto anche la prescrizione delle condanne inflitte ad Andrea e Diego Della Valle, proprietari della Fiorentina, per due episodi di frode sportiva perché «avrebbero dovuto denunciare i soprusi» subiti per essersi opposti al «sistema Moggi». Per il pg andrebbero prescritti anche i processi a carico del designatore arbitrale Pierluigi Pairetto e dell’ex vicepresidente della Figc, Innocenzo Mazzini.

Da assolvere invece, secondo Mazzotta, gli ex arbitri Bertini e Dattilo, gli unici imputati – insieme all’altro ex fischietto Massimo De Santis – ad aver rinunciato alla prescrizione per vedersi riconosciuta la completa innocenza nel processo con rito ordinario a carico di Moggi. Per il toscano Bertini, condannato in secondo grado a dieci mesi, manca secondo il pg la prova dell’utilizzo di una delle schede telefoniche svizzere gli sarebbe stata consegnata e dunque è impossibile dimostrare anche la frode sportiva nella partita Juve-Milan del 18 dicembre 2004.

Da confermare invece, sempre secondo il pg, le accuse a Massimo De Santis che resterebbe l’unico arbitro ad essere condannato tra tutti quelli chiamati in causa nel processo con rito ordinario che vede coinvolto l’ex dg juventino.

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