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Maini: “Mourinho è rimasto fermo alle sue idee e ai suoi dogmi di un tempo”

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Le sue parole: "Gli farei finire la stagione, però poi si dovrà necessariamente cambiare rotta"
Redazione

La sconfitta con il Milan è solamente l'ultima di una serie di scontri diretti che hanno visto i giallorossi uscire sconfitti, rendendo così impossibile escludere Mourinho dal banco degli imputati. Si alzano infatti le prime critiche verso lo Special One e una di queste è Giampiero Maini, ex allenatore e ex calciatore della Roma. Le sue parole a Il Tempo.

Secondo lei Mourinho andrebbe esonerato? “Gli farei finire la stagione, però poi si dovrà necessariamente cambiare rotta. L'unico motivo per trattenerlo è che non credo molto ai traghettatori, quindi sarebbe difficile anche trovare una persona che viene qui per quattro mesi e poi va via, sarebbe una gestione approssimativa”.

Chi è il responsabile di questa situazione? "In questo tipo di situazioni c'è sempre una compartecipazioni di responsabilità. Secondo me da parte di Mourinho c'è stata poca voglia di cambiare. Mi sembra rimasto fermo a quelle che sono le sue idee e i suoi dogmi calcistici di un tempo. Poi è evidente che ci sono state delle difficoltà tra giocatori infortunati o assenti, tuttavia per me si doveva e poteva fare qualcosa di più, ma anche qualcosa di diverso".

Oltre alle responsabilità di Mourinho, per lei la società e Tiago Pinto hanno delle colpe? "Certo che sì. Anche la società in questo momento ha le sue responsabilità. Mourinho è sicuramente un accentratore, ma la richiesta di una figura carismatica non era campata in aria. Magari gli avrebbe fatto comodo e si sarebbe potuto concentrare di più sul campo e fare meno da parafulmini".

Il futuro dei giallorossi potrebbe ripartire anche dal settore giovanile? "Deve ripartire dalla Primavera. Come ha fatto la Juventus, ma anche l'Atalanta. I bianconeri vanno presa come esempio, sono stati i primi a costruire una squadra B e guarda ora i risultati. Per me la Roma continua ad avere il vivaio più forte d'Italia, ma deve assolutamente tirare fuori ragazzi dal settore giovanile, innanzitutto per senso d'appartenenza e soddisfazione da parte del club e dei tifosi i ragazzi nati e cresciuti qui danno sempre qualcosa in più".

 

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