Ma Skorupski non era della Roma?

Viene da chiedersi se sia giusto che un calciatore ceduto in prestito giochi contro la squadra titolare del suo cartellino

di Redazione, @forzaroma

Premessa: complimenti a Lukasz Skorupski, portiere in crescita e in giornata di grazia, che ieri ha fatto il suo dovere da professionista esemplare. Dopo una partita del genere, però, viene sempre da chiedersi: è giusto che un calciatore ceduto in prestito giochi contro la squadra titolare del suo cartellino? Paradossi di uno sport unico nel suo genere, dove un modesto Empoli può fermare la Roma col vento in poppa e regalare indirettamente la prima fetta di scudetto alla Juventus. Il tutto grazie alle parate incredibili del portiere che per il secondo anno di fila è stato girato a titolo gratuito al club toscano. In Inghilterra, dove clausole e gentlemen agreement sul caso specifico sono molto diffusi, non sarebbe potuto accadere ma la cosa fa discutere anche qui. Detto degli interventi strepitosi del polacco, vanno sottolineati anche i demeriti della Roma, a secco per la seconda volta in campionato dopo Firenze. La Toscana quest’anno porta male a Spalletti e sono queste le gare che la Juve risolve sempre e i giallorossi quasi mai, quelle da portare a casa tirando fuori ii «killer instinct» che ti fa vincere gli scudetti.

La Roma si è forse illusa di avere vita facile dopo un primo quarto d’ora di assalto alla porta empolese, poi è riuscita alla distanza troppo tardi, trovando di nuovo la strada sbarrata. L’attenuante dell’ emergenza ci sta tutta: indisponibili Florenzi, Mario Rui, Vermaelen e Totti, Rudiger è tonato ma è stato un cambio obbligato dopo un’ ora in cui ha dovuto giocare a sinistra nella difesa «a tre e mezzo», dall’altra parte Emerson è stato il migliore dei suoi e puntualmente si e fatto male, dalla panchina si sono alzati Bruno Peres e Perotti (oltre a Juan Jesus) appena guariti, Strootman invece e rimasto seduto. Insomma un mix di cerotti, condizione scadente e stanchezza che forse spiega più di ogni altra analisi le difficoltà incontrate dalla Roma su un campo dove finora quasi tutti hanno passeggiato. Nota a margine per il terreno di gioco morbido, scivoloso, pieno di buche e non degno del campionato di serie A, che chiaramente penalizza la squadra più tecnica. Poteva finire anche peggio, se Maccarone avesse sfruttato un errore, non l’unico della difesa romanista riorganizzata da Spalletti con tre centrali di piede destro, nessuno abile a far ripartire l’azione. Le parate di Szczesny sono state comunque piuttosto banali, il numero di occasioni vere pende tutto dalla parte della Roma che dopo cinque minuti ha già dovuto maledire due volte Skorupski per i miracoli su Dzeko e Salah. La spinta e arrivata spesso dalla destra, con Emerson che ha dovuto interrompere una prestazione davvero incoraggiante, e sempre più la Roma ha continuato a insistere con l’ingresso di Bruno Peres a supporto di Salah. El Shaarawy alla fine ha avuto due palloni della vittoria ma il polacco si e superato ancora, prima c’erano stati due salvataggi degli empolesi sulla linea, oltre a tiri imprecisi, mischie e rigori invocati. La classica partita maledetta, che serve solo alla Juve. Mentre la Roma piange per gli ennesimi puntati buttati contro una «piccola» nella sua storia.

(A. Austini)

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