Lo stadio dei sogni si farà?

Un riepilogo sull’intero complesso dell’impianto di Tor di Valle che diventerà la casa della Roma

di Redazione, @forzaroma

Un nuovo Stadio disegnato da Dan Meis, da 52.500 posti aumentabili fino a 60mila, nuovo centro di allenamento per la prima squadra, negozio Nike e store della Roma più la nuova sede di radio e tv giallorosse. Questo è il nucleo sportivo del progetto Stadio della Roma da costruire a Tor di Valle sostanzialmente al posto dello storico Ippodromo.

LE TORRI E IL PARCO – Intorno allo Stadio, circondato da un enorme parco fluviale di 34 ettari che sorgerà nell’ansa del Tevere oggi nel degrado e regno dei topi, troverà posto un’area commerciale il cui nucleo più scenografico sono le 3 torri disegnate da Daniel Libeskind, lo stesso architetto che ha ideato il nuovo World Trade Center di New York. Tre torri: la più piccola di 35 piani per 166 metri di altezza, quella di mezzo alta 40 piani e 199 metri e la più alta, da 231 metri per 49 piani. Dato che la legge vieta espressamente di realizzare abitazioni, le torri saranno dedicate ad uffici e rese uniche dalla presenza di giardini verticali, vere e proprie aree verdi inserite dentro gli edifici. Oltre le torri, che costituiscono la parte principale del Business Park, ci sarà un albergo e altri edifici più bassi, disposti intorno a delle piazze interne. Parco fluviale a parte, a completare tutto il progetto Stadio ci sono una serie di aree verdi che, poste intorno ai negozi e alle torri, portano il totale del verde pubblico a ben 63 ettari, praticamente fra i primi cinque polmoni verdi della città.

1,6 MILIARDI DAL PRIVATO – Tutto questo costerà 1 miliardo e 211 milioni di euro, totalmente a carico della Roma e del costruttore Luca Parnasi. A questa cifra occorre aggiungere altri 445 milioni di euro, sempre coperti dai proponenti del progetto, che serviranno per finanziare le opere pubbliche che il Comune ha richiesto come necessari per votare il “pubblico interesse” al progetto. In totale, quindi, Pallotta e Parnasi spenderanno 1 miliardo e 656 milioni di euro, mentre il Comune di Roma non spenderà un solo centesimo.

LE OPERE PUBBLICHE – Le opere pubbliche che il privato si è impegnato a finanziare e costruire con gara d’appalto europea sono tante. Si parte dalla riorganizzazione dell’attuale svincolo di Parco de’ Medici sull’autostrada Roma-Fiumicino: verranno create due complanari, lunghe due chilometri sia prima che dopo lo svincolo, studiate per evitare che, quando ci sono le partite, il traffico di chi va allo Stadio possa interferire con chi, invece, va o viene dall’aeroporto. Dallo svincolo, poi, partirà un nuovo ponte sul Tevere, dedicato alle automobili, che, traversato il Fiume, costeggi, con una nuova strada appositamente costruita, l’area dove sorge il depuratore di Acea, consentendo l’immissione prima ai parcheggi dello Stadio e poi alla via del Mare/Ostiense. Quest’ultimo asse viario, secondo il progetto presentato in Campidoglio, sarà completamente ristrutturato, dal Grande Raccordo Anulare fino allo Stadio stesso, eliminando l’attuale conformazione delle due arterie che corrono una parallela l’altra e ciascuna con le sue due corsie, una per senso di marcia. La nuova strada sarà con due corsie per ciascuna direzione, con spartitraffico centrale, corsie di emergenza e corsie di immissione e uscita che, in alcuni punti, renderanno la strada larga addirittura 8 corsie. Dallo Stadio a viale Marconi, invece, le due strade saranno messe in sicurezza: vale a dire, asfalto rifatto, sistematala segnaletica, l’illuminazione e la vegetazione. Sono tregua interventi per il trasporto pubblico basati sulla richiesta del Campidoglio che il 50% dei tifosi possa utilizzare il trasporto pubblico su ferro per raggiungere lo Stadio. Il che significa, in sostanza, garantire un totale di 16 treni l’ora. L’intervento doveva essere fatto «prioritariamente» sulla metro B. Per cui, l’idea era quella di creare uno scambio -simile a quello della fermata Bologna – alla stazione Eur Magliana. Da lì, per circa 3 km, creare una nuova coppia di binari che arrivi alla stazione di Tor di Valle, che oggi serve solo la Roma-Lido di Ostia. La Stazione dovrà essere rifatta per accogliere in sicurezza i tifosi che accederebbero al nuovo Stadio dal lato Curva Sud. Inoltre, sull’altro lato del Tevere, alla fermata Magliana del treno di Ferrovie dello Stato che da Orte va a Fiumicino Aeroporto, verrà creata una «passerella» ciclo pedonale che valicherà prima l’autostrada Roma-Fiumicino e poi il Tevere arrivando, di fatto, dal lato Curva Nord. Altra grande opera attesa da un trentennio è quella della messa in sicurezza di due Fossi, quello del Vallerano e quello dell’Acqua Acetosa che, quando il Tevere è in piena, non hanno la forza sufficiente per confluire nel Grande Fiume e, quindi, spesso «rigurgitano» lungo il loro percorso creando grandi problemi di allagamenti. Tutte queste opere pubbliche danno origine alle «cubature in compensazione», vale a dire all’autorizzazione da parte del Comune ai proponenti a costruire uffici in cambio di questa spesa. Di fatto, a costruire le tre torri di Libeskind.

LE ALTRE OPERE – Alle opere elencate sopra, vanno aggiunte interventi che non danno origine a compensazione essendo obbligatorie per legge (opere a standard) oppure una sorta di pagamento che si fa al comune (opere a compensazione). Si tratta dei parcheggi, sia i due multipiano che quelli a raso, verde pubblico urbano e i sistemi di smaltimento delle acque piovane; il parco fluviale, i pontili di attracco sul Tevere, l’adeguamento del sottopasso di via Luigi Dasti alla Magliana e la realizzazione dell’impianto di video sorveglianza.

TEMPISTICA PREVISTA – Secondo il cronoprogramma stilato dalla Roma, tutto il complesso Stadio, le opere pubbliche, i negozi e una delle tre torri dovrebbero essere aperte e funzionanti entro dicembre 2019. Le ultime due torri entro il 2022.

IMPATTO ECONOMICO – Uno studio della Facoltà di Economia de La Sapienza commissionato dalla Roma dimostra che la costruzione dello Stadio creerà 5.500 nuovi posti di lavoro, alzando il Pil di Roma dello 0,8%: praticamente una volta e mezza il valore dell’Expo per Milano.

(F. M. Magliaro)

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