La Roma va al minimo

I giallorossi trovano la vittoria grazie al penalty di Perotti. E’ la miglior difesa, ma i numeri dell’attacco non sono da primato

di Redazione, @forzaroma

Un rigore molto generoso conquistato dal solito Kolarov e trasformato da Perotti basta alla Roma per piegare il Crotone con il secondo 1-0 consecutivo dopo quello di Torino. Si dice siano queste le vittorie da grandi, e come riporta l’edizione odierna de “Il Tempo”, Di Francesco se la prende molto volentieri ma si aspettava di dover soffrire decisamente meno. Ormai la natura della squadra sembra abbastanza chiara: prende pochi gol (da ieri è la miglior difesa in solitaria) ma fatica troppo a buttarla dentro: i numeri dell’attacco non sono da primato.

Stavolta il tecnico ne cambia addirittura sei rispetto alla trasferta di domenica e schiera una Roma sperimentale a dir poco, con quattro acquisti estivi, che fatica di conseguenza a trovare automatismi. Oltre al debuttante Karsdorp, in difesa ritorna Fazio con accanto il confermato Moreno, mentre a centrocampo Gonalons fa l’esordio all’Olimpico e alla sua sinistra c’è Gerson. Nel tridente offensivo si rivede Perotti con Under dall’altra parte e Dzeko costretto agli straordinari.

Primo tempo di una noia mortale, in cui nella Roma brillano solo i due protagonisti del gol. Kolarov non è un terzino, è molto di più, un regista spostato a sinistra che catalizza i palloni e detta i tempi della squadra con le sue giocate: al primo affondo in area ricava un rigore con grande furbizia (Mandragora entra in scivolata ma lo tocca quando è già in volo) e il Var Rosario non se la sente di correggere la decisione del giovane arbitro Manganiello, alla prima designazione con i giallorossi. Così la Roma resta l’unica squadra di serie A che non ha sperimentato sul campo la tecnologia e Perotti può timbrare il primo cartellino della stagione dal dischetto.

Il vantaggio anestetizza ancor di più la partita, Dzeko e soci si accontentano di gestire un possesso palla da percentuali bulgare, ancora Kolarov prova a spezzare la monotonia colpendo il decimo palo stagionale della Roma. Così il Crotone prende coraggio, guadagna metri e sfiora il pareggio. Prima Nalini di testa anticipa Karsdorp ma non trova la porta, poi Alisson para facile sul tentativo di Rohden che supera con troppa facilità Moreno. Nel finale di primo tempo si sveglia Dzeko ma l’incornata non trova fortuna, poi Ceccherini per poco non fa autogol sul gong.

A inizio ripresa ancora il centravanti bosniaco porta a undici i legni colpiti con una bordata di sinistro sulla traversa e Karsdorp scalda la Sud col tentativo su ribattuta. Il bomber giallorosso ci riprova sull’assist del solito Kolarov ma Cordaz se la ritrova fra le braccia. Il raddoppio non arriva, Di Francesco prova a inserire Defrel per lo spento Under e per l’ultimo quarto d’ora si affida a Pellegrini al posto di Gerson ancora rimandato, mentre nel finale Florenzi fa rifiatare Karsrdorp. La prova dell’olandese è onesta, senza acuti né danni, ma dopo uno stop così lungo non ci si poteva aspettare chissà che. Rimandato invece il rientro di Schick che spera di trovare qualche minuto sabato col Bologna. I minuti finali diventano una sofferenza inattesa e Simic ha il pallone del clamoroso pareggio sull’unico angolo battuto dal Crotone ma Alisson para.

Il triplice fischio è una liberazione, altri tre punti vitali in una classifica dove tutte le grandi continuano a volare. La squadra giallorossa è sempre lì, nell’anticamera della zona Champions e con margini di crescita ancora tutti da sfruttare.

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