La Roma si arrende ma Champions vicina

Nessuna sorpresa a Trigoria nel veder alzare il trofeo a Torino, semplicemente perché era troppo tardi per poter cambiare le cose

di Redazione, @forzaroma

La notte delle illusioni è trascorsa in fretta, al risveglio la Roma si inchinata alla Juventus e anche gli instancabili sognatori sono tornati coi piedi per terra, poggiati su un secondo posto che comunque li fa stare comodi. Nessuna sorpresa a Trigoria nel veder alzare il trofeo a Torino, in quel -1 passeggero di speranza ce n’era ben poca, semplicemente perché era troppo tardi per poter cambiare le cose. Spalletti si portato avanti col lavoro dicendo bravo ad Allegri il giorno prima dello scudetto, adesso vuole ripeterlo a sé stesso concludendo nella maniera migliore l’annata. Scivolare all’ ultima giornata in casa sarebbe un suicidio davvero clamoroso, soprattutto ora che il Genoa si e ufficialmente tenuto la Serie A e non ha più nulla per cui lottare. Una squadra senza obiettivi in uno stadio avversario sold out non può che presentarsi con lo spirito di un’amichevole estiva e lasciare che il Totti-day veda effettivamente il capitano protagonista. I tre punti restano d’obbligo e la Roma non dovrà cadere nel tranello di scendere in campo con lo stesso atteggiamento dei rivali, perché il Napoli è lì pronto a scavalcarla in qualsiasi momento.

Mancano altri novanta minuti di fuoco per ottenere il pass più importante, che apre la porta principale della Champions e garantisce innanzitutto una base di 30 milioni di euro da sfruttare per il mercato estivo, oltre al prestigio e alla certezza di non doversi sudare la qualificazione ad agosto, anticipando i tempi della preparazione atletica. I giallorossi ci sono già passati e sanno cosa significa. Da cosa farà la terza al preliminari e da ciò che la Roma riuscirà a costruire nei gironi dipenderanno le future entrate: nell’ edizione 2015/16, eliminata agli ottavi dal Real Madrid, aveva messo in cassa circa 70 milioni di euro. I calcoli cominceranno a farli al triplice fischio di Roma-Genoa, quando partirà la vera festa. Sperando sia doppia: secondo posto e Totti-day. La società sta programmando una serie di sorprese per omaggiare il numero 10 dopo la sua ultima partita da giocatore e, proprio per garantire un evento mondiale con una copertura esclusiva, ha chiesto e ottenuto della Lega di anticipare la sfida alle 18 di domenica. La richiesta è stata presentata prima del weekend e la decisione è arrivata ieri sera.

Naturalmente, tra i fattori da tenere in considerazione c’era quello della contemporaneità, per cui anche Sampdoria-Napoli è stata spostata al pomeriggio. La regolarità del turno conclusivo è stata rispettata e le famiglie col posto prenotato allo stadio potranno godersi lo spettacolo durante e dopo la gara. I biglietti sono stati spazzolati nel giro di poche ore, la gara venduta come serale, ma il club è convinto che non sia un problema per i tifosi, di domenica, riempire gli spalti alle 18 anziché alle 20.45. Meno mare, più Totti: è un giusto compromesso. Intanto, Spalletti ha prolungato le vacanze dei suoi giocatori: dopo ieri, altro giorno libero oggi per la squadra. Un allenamento in meno per il capitano, che freme per indossare i suoi scarpini in campo, magari dal 1′ come non accade da settembre in campionato (a febbraio e stato titolare nelle coppe contro Villarreal e Cesena). Maradona fa il tifo per lui sui social: «Francesco re di Roma. E’ e sarà il miglior giocatore che abbia visto in vita mia. Rispetto». E se lo dice lui…

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  1. encat - 3 anni fa

    come al solito, è sempre troppo tardi per la Roma. Ce l’abbiamo proprio nel DNA, per cambiare questa mentalità all’insegna del “tanto siamo la Roma tutto ci è dovuto” ci vorranno anni; da quel disgraziato Roma-Samp del 2010 non sembrano passati sette anni, ma sette giorni, l’atteggiamento della Roma non è cambiato, nonostante di quella squadra sia rimasto solo un uomo; ce l’abbiamo proprio dentro la voglia di non vincere, non c’è niente da fare. Questo si è visto anche sabato col Chievo, dove paradossalmente abbiamo vinto, ma la Roma del primo tempo è stata semplicemente imbarazzante.
    Logica conseguenza è l’ennesima stagione con un pugno di mosche in mano, con l’aggravante di vedere gente come Pjanic festeggiare altrove.
    Quasi sicuramente arriveremo secondi e con molti record, ma l’amarezza è tanta, tantissima.
    Spalletti ha avuto le sue colpe quest’anno, ma lo ringrazio comunque per il lavoro svolto, che in un campionato normale avrebbe significato scudetto.
    E non si curi degli insulti che gli stanno piovendo addosso, sono sicuro che all’Inter farà un ottimo lavoro, e molti romanisti della domenica si mangeranno i gomiti per averlo dileggiato

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