La Roma nel futuro

L’addio a Nike un altro passo di de-americanizzazione. Il nuovo accordo spetterà al prossimo proprietario

di Redazione, @forzaroma

Potrebbe essere il primo passo della “de-americanizzazione” giallorossa: addio Nike, le maglie della Roma non avranno più il celebre baffo dal 2021 in poi. Mentre si infittiscono le trame perla cessione della società, ieri mattina è arrivato l’annuncio della risoluzione anticipata del contratto con lo sponsor tecnico made in Usa: l’accordo, sottoscritto a marzo 2013, sarebbe scaduto a maggio del 2024. Invece la prossima stagione sarà l’ultima griffata Nike, con le maglie già disegnate che vestiranno prima squadra, giovanili e squadre femminili, senza che lo sponsor paghi la sponsorizzazione, riporta Il Tempo. Una sorta di cambio merce, insomma, con percentuali spartite sulle vendite. Da anni Pallotta e i suoi manager erano scontenti del contratto con Nike, soprattutto perle difficoltà incontrate nel “retail”: l’azienda americana ha tempi lunghi per produrre maglie da vendere in mercati esteri. Viceversa Nike si è accorta che la partnership con la Roma frutta meno rispetto alle previsioni e ha preferito investire su altri club, vedi l’Inter, Dopo qualche lieve ritocco all’accordo ottenuto in questi anni, si è deciso di lasciarsi senza troppi rimpianti.

Troppo basso, 5 milioni circa compreso il bonus per la fornitura dei prodotti, l’incasso base annuale dei giallorossi, un decimo rispetto ai 51 milioni minimi garantiti alla Juventus da Adidas per ogni stagione. Ai tempi di quel contratto Francesco Calvo lavorava nel club bianconero, ora tocca a lui cercare un nuovo fornitore tecnico per la Roma, sperando di avvicinarsi almeno a un compenso fisso di 10 milioni l’anno, “La risoluzione anticipata dell’accordo con Nike, spiega il dirigente giallorosso, ci consentirà esplorare nuove opportunità nel mondo dei materiali tecnici e del licensing”. La ricerca è appena partita, Adidas sarebbe la soluzione ideale, ma non vanno scartati i vari New Balance (che ha perso il Liverpool), Under Armour, Puma e Umbro. Chi paga di più, produrrà le maglie, del futuro, ma c’è la concreta possibilità che per l’annata 2021-22 la Roma scenda in campo con divise senza logo: qualsiasi sarà il prossimo sponsor tecnico, serve accordarsi con 6-8 mesi di anticipo rispetto all’inizio della stagione. Il prossimo sarà anche l’ultimo con Qatar Airways come main sponsor ma si punta al rinnovo.

Una questione di cui si dovrà probabilmente occupare il nuovo proprietario. Aspettando un eventuale rilancio di Friedkin rispetto all’offerta da 575 milioni respinta da Pallotta, il presidente giallorosso ha almeno altri 2-3 tavoli aperti da settimane. Il “misterioso” gruppo sudamericano con base in Uruquay è un’opzione presentata a Franco Baldini. intanto dal Kuwait è arrivata la smentita di Fahad Al Baker, uomo d’affari che aveva annunciato una bozza d’accordo per l’acquisto di un club italiano quotato in Borsa. E tutto ha fatto pensare alla Roma, visto che da tre mesi esiste un’ipotesi che porta al fondo sovrano del Kuwait, partorita dal mondo politico: fino ad oggi, però, nessun passo concreto. È c’è almeno una terza nuova pista, ancora top secret. La Roma fa gala e sarà venduta. Ma un compratore che ha mosso passi “ufficiali”, Friedkin a parte, al momento non esiste.

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