La Roma a Friedkin

Oggi il closing, poi si passerà all’operatività. Fienga e De Sanctis resteranno i due artefici del mercato

di Redazione, @forzaroma

Oggi, tra Italia, Inghilterra e Stati Uniti, si scrive una nuova pagina della storia della Roma. Il giorno del closing tra Pallotta e Friedkin è arrivato. Intorno alle 10 di questa mattina inizierà la conference call che sancirà il passaggio di proprietà tra i due miliardari americani: Fienga e gli avvocati di Pallotta si recheranno alla sede romana di Dla Piper in via dei Due Macelli davanti a un notaio; la Roma sarà rappresentata dallo studio Tonucci e saranno presenti anche gli advisor dello studio Chiomenti scelti da Friedkin, che si collegheranno con lo studio O’Malley di Londra. Probabilmente presenti nella City anche Ryan (il figlio di Dan) e Pallotta che firmeranno alcuni documenti. Non ci sarà Friedkin Senior che seguirà la conference dal suo ufficio di Houston e potrebbe collegarsi telematicamente: il magnate texano diventerà il venticinquesimo presidente nella storia romanista.

Una volta ultimato il closing – la fumata bianca e prevista tra le 15 e le 19 dopo l’arrivo del bonifico – la nuova proprietà (che ha già versato una lauta caparra a Pallotta) convocherà una riunione operativa con gli attuali dirigenti presenti in Italia per tracciare fin da subito le linee guida da seguire. Le novità più imminenti riguardano la composizione del CdA: al momento del passaggio di proprietà 7 degli attuali membri lasceranno la propria poltrona (Pallotta, Beers, D’Amore, Martin, Edgerly, Neely e Sternlicht) e saranno sostituiti da 5 elementi scelti da Friedkin che entreranno nel CdA per cooptazione. Oltre a Dan e Ryan gli altri tre consiglieri saranno Marc Watts, braccio destro del nuovo proprietario della Roma e presidente del The Friedkin Group, Eric Felen Williamson III, vice presidente e Business Development del TFG, oltre a Analaura Moreira Dunkel, VP and Treasurer del TFG.

La nuova proprietà inoltre convocherà un’assemblea che dovrebbe andare in scena durante l’ultima settimana di settembre: quel giomo, dei restanti 8 membri del vecchio CdA se ne dimetteranno altri 6. Gil unici a “resistere” saranno il Ceo Fienga e il Vicepresidente Baldissoni che rimarranno in carica fino a ottobre, quando scadrà attuale Consiglio d’Amministrazione. Il nuovo Cda scelto da Friedkin – che sarà costituito ad ottobre – sarà composto soltanto da 9 elementi: i 5 consiglieri che verranno eletti oggi (che dovrebbero mantenere la propria poltrona) saranno affiancati da altri uomini di fiducia del magnate. Tra questi dovrebbe esserci Alessandro Barnaba, il banchiere romano e romanista che ha avuto un ruolo chiave come advisor di Friedkin nella trattativa per l’acquisto della Roma.

A causa della pandemia non è ancora possibile fissare la data in cui Dan e Ryan sbarcheranno a Roma per conoscere da vicino il loro nuovo investimento, quel che è certo invece è che per il momento non saranno nominati un nuovo direttore generale e un direttore sportivo. Inizialmente saranno ancora Fienga e De Sanctis ad occuparsi del mercato, Baldissoni continuerà a lavorare al progetto stadio mentre Calvo continuerà ad occuparsi dell’area commerciale in attesa di conoscere i piani della nuova proprietà. Detto che l’intenzione di Friedkin è quella di non lasciar partire Zaniolo e Pellegrini – considerati i punti fermi su cui costruire la squadra del futuro – e con Fonseca in attesa di conoscere il nuovo presidente, a Trigoria sono diversi giocatori in esubero da piazzare. Tra questi c’è Diego Perotti: l’argentino è finito nel mirino del Fenerbahçe. Per adesso comunque quello del club turco rimane un forte interessamento e non sono state fissate visite mediche.

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