La rivoluzione giallorossa parte dal tecnico

La rivoluzione giallorossa parte dal tecnico

L’intenzione dei dirigenti giallorossi è quella di fare piazza pulita, tagliando molti rami secchi della squadra per dare una nuova linfa al progetto

di Redazione, @forzaroma

Gasperini o Sarri per la rivoluzione. La Roma vuole ripartire dal “mago” dell’Atalanta o dal toscano del Chelsea nella prossima stagione, lasciandosi alle spalle un’annata travagliata che ha portato all’esonero di Di Francesco e all’addio di Monchi, oltre alla scelta di non rinnovare il contratto a De Rossi, come riporta Il Tempo.

L’intenzione dei dirigenti giallorossi è quella di fare piazza pulita, tagliando molti rami secchi della squadra per dare una nuova linfa al progetto, che può comunque puntare sulla presenza in rosa di diversi giovani di belle speranze. Se Sarri non fosse disponibile, il profilo ideale per dare seguito a questi propositi è Gasperini, attualmente impegnato nella corsa alla Champions, alla ricerca del secondo piazzamento tra le prime quattro nella sua esperienza a Bergamo, dopo aver raggiunto in passato con il Genoa un quinto ed un sesto posto. Grazie al suo lavoro l’Atalanta negli ultimi due anni ha incassato ben 170 milioni di euro (compresi bonus) dalle cessioni di Kessie, Conti, Gagliardini, Cristante, Caldara, Petagna, De Roon. Il piemontese, seguito anche dal Milan, potrebbe rilanciare diversi calciatori giallorossi, ma sicuramente sarebbe necessario un mercato mirato per il suo 3-4-3, che spesso si è trasformato in un modulo con un trequartista dietro due punte o due fantasisti dietro ad un centravanti. Gasperini porterebbe a Trigoria metodi di lavoro fatti di allenamenti massacranti, gli schemi e la tattica vengono svolti correndo e contrastando come se fosse una gara ufficiale, cura quasi maniacale dell’alimentazione dei giocatori e l’utilizzo di frasi motivazionali (anche tramite Whatsapp) per caricare il gruppo. A Zingonia definiscono «mortali» le sue sedute di allenamento sul campo, conla partita che viene considerata quasi una sgambata rispetto alle fatiche di tutti i giorni. Dal punto di vista tattico il tecnico di Grugliasco, che per la parte atletica si affida al preparatore Borelli e alle metodologie scientifiche del guru danese Bangsbo, ama sfruttare i giocatori che si piazzano tra le due linee di difesa dell’avversario, puntando anche sulle catene laterali con esterni che vanno sempre a mille all’ora. Punto di forza della fase difensiva è il pressing molto alto, effettuato giocando a uomo a tutto campo per recuperare il prima possibile la sfera. Detto dei suoi principi, l’allenatore dei bergamaschi deve però liberarsi dal contratto che lo lega fino al 2021 (con opzione di rinnovo al 2022) al club lombardo e per questo all’inizio della prossima settimana incontrerà Percassi per trovare un gentlemen’s agreement sull’’interruzione del rapporto.

L’alternativa a Gasp è rappresentata da Sarri, in uscita dal Chelsea dopo appena un anno e pronto a rientrare in Italia. L’ex Napoli ha avuto diversi contatti con Baldini negli ultimi mesi, l’ultimo incontrandolo venerdì scorso a Londra. Il consigliere di Pallotta, rispetto agli altri dirigenti, preferirebbe puntare sull’amico toscano, ma Sarri ha preso tempo, in atte-
sa delle mosse della Juventus: i bianconeri lo hanno inserito tra i primi posti della lista dei tecnici cercati per sostituire Allegri e lui vuole capire le mosse di Agnelli prima di impegnarsi. In ogni caso sarà difficile non vedere a Trigoria uno tra Gasperini e Sarri. Bisognerà solo aspettare un’altra decina di giorni.

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