La cooperativa del gol diventa regina d’Europa

di Redazione, @forzaroma

(Il Tempo – E.Menghi) La Roma è regina d’Europa. Alla nona giornata, il Barcellona di Martino si è arreso in casa dell’Osasuna e con il primo pareggio stagionale ha interrotto la serie di vittorie. Scivola anche l’Atletico Madrid, l’unica altra squadra a detenere il record nei campionati che contano (lo Standard Liegi ha raccolto 27 punti su 27, ma la Pro League belga non regge il paragone) e incorona i giallorossi di Garcia, che non hanno ancora smesso di vincere. I numeri spiegano perché: 22 gol segnati, 2 in più della Roma di Capello e 3 in più rispetto alla miglior stagione di Spalletti, una sola rete incassata, frutto di un sistema difensivo che costringe gli avversari a cercare il tiro da fuori. Appena l’1% dei tiri è arrivato dall’area piccola.

 

 

La gente si sente catapultata in un paradiso bellissimo e quasi non si spiega come sia potuto accadere. Il film giallorosso è cominciato a Livorno, ma come? E quando? Riavvolgiamo il nastro. De Rossi ha inaugurato la sua annata finalmente felice con un bel destro dalla distanza in terra toscana e Florenzi con un diagonale di mancino ha completato l’opera. Contro l’Hellas Verona, Cacciatore ha deviato in rete il tiro di Maicon, Pjanic ha segnato con un pallonetto in stile Totti, Ljajic con un destro di potenza dal limite dell’area. A Parma, Biabiany ha fatto il guastafeste e ha messo in rete, di testa, l’unico gol incassato dai giallorossi finora. Ma Florenzi con il destro di prima intenzione ha fatto partire la rimonta, portata a termine da Totti e Strootman. Nel derby, neanche a dirlo, ci ha pensato Balzaretti: prima il palo, poi il sinistro al volo che lo ha consegnato alla storia. Il rigore di Ljajic gli ha fatto da contorno.

 

 

Alla Sampdoria hanno fatto male Benatia e Gervinho, entrambi col mancino, ma il difensore ha fatto uno sforzo in più visto che ha calciato da terra. La volta dopo, nel 5-0 al Bologna, ha festeggiato con la mitraglia il gol con il sinistro sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Ecco, forse una delle poche cose che manca al repertorio di reti giallorosse è il più banale gol di testa su cross dalla bandierina, anche se una zuccata vincente è arrivata e da Florenzi, che non ha l’altezza dalla sua. All’Inter, ha segnato di collo destro e ha sfiorato il gol in rovesciata che poteva arricchire la collezione. Ljajic si è messo d’impegno e al Bologna ha fatto gol da posizione impossibile, quasi dal fondo. Il primo su punizione è arrivato venerdì, firmato Pjanic, che poi ha messo a segno il quarto rigore stagionale della Roma, scombussolando le quote scudetto: adesso è più bassa quella della Roma (3,50) rispetto a quella del Napoli (5,50). Un fuori programma.

 

 

Merito di Garcia, che ha costruito una macchina da gol (17 sono arrivati da dentro l’area, 5 da fuori), e nessuno ha paura di tirare in porta: 9 marcatori diversi, 100 tiri totali e la metà delle volte centrano lo specchio della porta. E non c’è una frazione di gioco in cui i giallorossi non hanno esultato, minuti di recupero compresi. La media gol? 2,75 a partita. La Roma segna tanto e sempre: da sogno sì, ma è tutto vero.

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