Il verbo di Francesco diventa universale

Il verbo di Francesco diventa universale

Copertura televisiva a reti unificate, più di 15mila tweet, centinaia di giornalisti, tutti per Totti

di Redazione, @forzaroma

“I presidenti passano, gli allenatori passano, i giocatori passano, le bandiere no“. Che Francesco Totti sia stato, è e sempre sarà una bandiera della squadra giallorossa è innegabile, a darne ulteriore dimostrazione è stato l’evento mediatico che ha dell’incredibile creato attorno a quella che è stata la conferenza stampa di un dirigente che dà le dimissioni.

Certo, non si parla di un dirigente normale, si tratta di un campione, di un uomo che aveva scelto di legare a doppio filo la sua vita professionale e non solo a una fede calcistica. Un calciatore che ha scritto pagine indelebili di storia di una società da cui poi ha scelto di separarsi forse per troppo amore. A fare da cornice, scrive Il Tempo, – diciotto anni dopo la conquista del terzo scudetto giallorosso all’addio di un simbolo che tale rimarrà per sempre nel cuore e nelle menti della sua gente è stato il Salone d’Onore del Coni. Al suo fianco, il presidente Giovanni Malagò e Paolo Condò, che ne ha raccontato le gesta nella sua biografia uscita lo scorso 27 settembre e che ieri ha moderato la sua ultima conferenza da dirigente della Roma, fresco di dimissioni.

Francesco è arrivato accompagnato da Silvia Blasi, sorella maggiore di Ilary. Ad accoglierlo, oltre a centinaia di giornalisti e fotografi, anche vecchi amici che hanno scelto di supportarlo in questa sua ultima uscita da romanista, per il momento. Seduti ad ascoltarlo c’erano Vincent Candela che con lui ha festeggiato il terzo scudetto romanista il 17 giugno di 18 anni fa, Alberto Aquilani, Odoacre Chierico che ha lasciato il ruolo che ricopriva nel settore giovanile per lasciar spazio al figlio Luca impegnato con la Primavera di Alberto De Rossi, Marco Cassetti, Carlo Cancellieri, l’avvocato Taormina e Sebino Nela, un altro che di scudetti con la Roma se ne intende. Presente al Salone d’Onore del Coni anche il bambino che interpreterà il giovane Totti nel documentario che racconterà la sua vita e sarà presto sugli schermi, nonché diversi direttori dei maggiori quotidiani sportivi e non e i giornalisti con cui si è confrontato per tutta la sua carriera.

A rendere universale il verbo di Francesco è stata soprattutto la copertura televisiva, con Sky Sport che ha mandato in diretta la conferenza dell’ormai ex dirigente giallorosso, così come ha fatto anche Rai Due, in un’edizione speciale del Tg Sport con tanto di Rosella Sensi ospite in studio a commentare le parole di Totti in una diretta durata circa un’ora e mezzo. Sia durante, sia dopo la conferenza, i social network sono stati letteralmente invasi da commenti relativi a quanto detto dall’ex numero 10 della Roma. Su Twitter, a due ore dal termine della conferenza, c’erano otre 15.000 tweet relativi a #Totti, trending topic d’eccellenza di giornata sul social dei cinguettii. “Lasciare la Roma per me è come morire”, le parole della bandiera giallorossa.

Un sentimento fin troppo condiviso dal suo popolo, come si legge sui social. Una pagina amara della storia della Roma si è consumata in diretta nazionale, si è diffusa sui siti tematici e sui social, sarà argomento di dibattito nei prossimi giorni sulle radio capitoline e nei bar della città. Totti lascia la sua Roma e per le vie della capitale, anche quelle dei social network, torna in auge uno stendardo che ben rappresenta il pensiero della stragrande maggioranza dei supporter giallorossi: «Speravo de morì prima».

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